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Il concentramento è avvenuto in via Pantano, davanti alla sede dell’Assolombarda – Confindustria.

Già dalle ore 10 c’era una presenza importante e significativa. Man mano che le organizzazioni si posizionavano e continuavano ad arrivare manifestanti sono iniziati gli interventi trasmessi dagli autoparlanti.

Lo striscione d’apertura era stato concordato unitariamente riportando le firme di tutte le organizzazioni promotrici della manifestazione: CUB, USB, Sgb, Conf. Cobas, Slai Cobas, USI – CIT. Il corteo era preceduto dal Furgone con gli amplificatori deciso unitariamente. Nel proseguo del corteo erano rappresentate le varie categorie, Sanità, Scuola, le aziende e le varie località di provenienza regionale.

Oltre alle sigle degli organizzatori erano presenti e partecipi le associazioni che si occupano del diritto alla casa come Unione Inquilini e A.S.I.A e le varie aree dell’opposizione sociale. Erano inoltre presenti sindacati di base come Sial Cobas, Unicobas, Slai Cobas per la lotta di classe e, in modo consistente, il Sol Cobas del settore della logistica. C’era anche una numerosa presenza studentesca.

USI CIT con le sue bandiere aveva una presenza significativa dietro lo striscione delle ragazze della Sacra Famiglia, con la partecipazione di compagni del San Raffaele, della Leroy Marlen ed altri ancora, della sezione di Varese-Como con il loro striscione. Compagni/e di USI San Paolo e Carlo erano presenti nel corteo.

Nel suo percorso il corteo si è fermato in via Larga, davanti alla sede comunale, nei pressi di piazza Fontana, davanti al Palazzo di Giustizia. In ognuno di questi luoghi ci sono stati interventi rivendicativi. Si è poi passati davanti alla sede della Cgil, presidiata dalla polizia e dai militanti del sindacato davanti all’ingresso. Le reazioni da parte del corteo sono state varie da Siamo tutti antifascisti, Sciopero, sciopero!, e da una breve contestazione da parte dei lavoratori della logistica (Sol Cobas).

Il corteo composto da circa 7/10mila manifestanti è poi arrivato nei pressi della Prefettura dove si si sono svolti gli interventi finali. C’è stato un intervento anche da parte di un rappresentante di USI che ha sottolineato l’importanza storica della giornata di lotta che vede finalmente tutto il sindacalismo di base conflittuale proclamare lo sciopero generale.

Di seguito alcuni passaggi dell’intervento:

Uno sciopero necessario di fronte al pesantissimo attacco da parte di un governo che unisce l’intero arco dei partirti parlamentari, sotto la guida del banchiere Draghi, in stretta alleanza con la Confindustria e perfetta intesa con l’Unione Europea, per la riduzione dei nostri diritti. Una politica fatta di licenziamenti facili, di precarizzazione generalizzata, di bassi salari che continua con la privatizzazione della sanità e la precarizzazione della scuola.

Soprattutto sono diventate insopportabili le quotidiane azioni repressive da parte del governo e del padronato, attuate grazie al decreto Salvini, gli attacchi violenti della polizia ai lavoratori in sciopero, alla vile copertura che viene data alle squadracce pagate per picchiare i lavoratori in sciopero. Questo avviene nel settore della logistica e dovunque si lotta per i propri diritti. Tutto questo deve cessare.

Dopo questa giornata di lotta pretendiamo dal governo e dalla Confindustria risposte adeguate alle nostre rivendicazioni. Ma se ancora una volta troveremo le porte chiuse continueremo uniti e più forti di prima a spalancare quelle porte con la nostra lotta. Tutti uniti si può vincere.

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Fonte: Usi-cit.org