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 Insegnamenti (1)

 

La Comune, fu una
«leva» per distruggere le basi economiche su cui si appoggia l’esistenza delle
classi, e quindi il dominio di classe; fu anche una «leva» per distruggere lo
Stato che si regge su quelle basi. E, d’altra parte, che Stato sarebbe quello
in cui l’esercito permanente scompare, la polizia finisce di avere il compito
repressivo, la Chiesa viene resa autonoma e non parassita, i funzionari
revocabili in ogni momento, i salari uguali a quelli operai, l’istruzione
gratuita ecc.? Che Stato sarebbe uno stato che ormai ha perso ogni attributo
tipico di esso? Ecco il significato della parola estinzione: con la
Comune lo Stato
si sarebbe estinto, ma non per fare posto ad un altro organismo repressivo, che
poi altro non sarebbe che un’altro Stato, la macchina statale sarebbe stata
spezzata in maniera definitiva solo per lasciare che la società civile, che gli
operai, i contadini e il popolo in genere si governassero da se
, senza
nessuna delega (come è intesa oggi) né sottomissione.

Ecco il perché del significato
profondo dell’esperienza della
Comune, il
perché una sconfitta della classe operaia viene ancora oggi celebrata.

ll nazionalismo che caratterizzava gli operai francesi
prima della rivoluzione del 18 marzo non era certo un elemento
rivoluzionario in se, anzi poteva essere considerato un puntello, un fattore
per stringere attorno alla borghesia guerrafondaia tutta la nazione francese e
fare così passare in secondo piano le contraddizioni interne che opponevano gli operai ad essa. Si poteva
rivelare un supporto per la politica espansionistica di Luigi Bonaparte il quale tentava, con un vecchio
stratagemma caro alle classi dominanti, di unificare il paese contro il nemico
esterno e così superare le difficoltà interne con un bagno di sangue,
naturalmente, di proletari e operai.

Non fu così: borghesia e burocrazia si rivelarono
incapaci non solo di risolvere le contraddizioni sociali, ma anche di condurre
una guerra, tale era il disfacimento e la decadenza in cui ormai versavano. La
guerra, che doveva salvarle dalla rivoluzione sociale, si stava per rivelare la
loro tomba, ed il nazionalismo, di cui prima avevano gioito, in una trappola
mortale. Tanto più pericolosa quanto più essi cercavano di soffocarlo, fino a
quando non furono costretti. a gettare la maschera e a concludere un
armistizio. Il loro nemico ormai non
era più il prussiano, ma il parigino armato
non solo del fucile ma di una coscienza rivoluzionaria che solo nella lotta si
era potuta sviluppare.

La Comune ci ha
fatto capire che da una parte bisogna
abolire la vecchia macchina repressiva dello Stato, e dall’altra che bisogna
assicurarsi contro
i propri deputati e impiegati, dichiarandoli senza nessuna eccezione e in ogni momento revocabili. Non si tratta, quindi, di trasferire da una mano all’altra il potere dello
Stato, di mettere al posto dei vecchi burocrati altri burocrati che dovrebbero
fare gli interessi del popolo, ma che poi finiranno per fare solo i propri. Il
popolo deve
spezzare, demolire la macchina statale e non limitarsi semplicemente
ad impossessarsene
. Ma spezzare e demolire lo stato non significa
costruirne uno nuovo, o uno proletario (come intendevano Marx o Lenin con la loro «dittatura del
proletariato»), in sostituzione di quello vecchio. Per Stato non si intende
solo lo stato borghese, ma ogni tipo di Stato, anche quello «popolare». Non fu
dunque una rivoluzione contro la forma di potere statale legittimista,
costituzionale, repubblicano, imperiale, la
Comune fu una
rivoluzione contro ogni tipo di Stato.

Questo é l’insegnamento
principale della
Comune e questa
era la strada verso la quale essa si stava avviando se la borghesia non avesse
prematuramente soffocato il suo tentativo.

Il diritto uguale di tutti ai beni e alle gioie di
questo mondo, la distruzione di ogni autorità, la negazione di ogni freno
morale, ecco, se si scende alla radice delle cose, la ragion d’essere dell’insurrezione del 18 marzo. Là “il socialismo rivoluzionario ha tentato una prima manifestazione magnifica e pratica (Bakunin)”.

Coloro che parlano di rivoluzione e di lotta di classe
senza riferirsi esplicitamente alla vita quotidiana, senza comprendere ciò che
vi è di sovversivo nell’amore, nella fratellanza, nella cooperazione, nella
divisione dei beni e di positivo nel rifiuto radicale di tutte le costrizioni,
si riempiono la bocca di escrementi.




Fonte: Achatnuarproduction.blogspot.com