94 visualizzazioni


In continuità con lo sciopero dell’ 11 ottobre, sabato 24 ottobre si svolgerà un ASSEMBLEA NAZIONALE a Roma presso il CSA Intifada , via Casal Bruciato 15, dalle ore 10:00 alle ore 16:00 dal titolo

COMUNICATO STAMPA PER LO SCIOPERO GENERALE DELL’11 OTTOBRE 2021

Lo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base e conflittuale per l’11 ottobre che riguarda tutti i settori pubblici e privati del paese, compresi i trasporti, ha l’ambizione di contribuire a costruire una reale opposizione sociale.

Siamo di fronte ad un governo composto da partiti di centro-destra e centro- sinistra, tutti uniti sotto la guida del banchiere Draghi, in un quadro di intesa con l’intera UE, in stretta alleanza con la Confindustria, che vuole approfittare dell’emergenza covid per ulteriori e pesanti riduzioni dei diritti e della forza contrattuale della classe lavoratrice.

Da tutto ciò ne deriva una politica di facili licenziamenti, come la sospensione del blocco dei licenziamenti dimostra, le devastanti delocalizzazioni aziendali, una precarizzazione in continuo aumento attraverso la diffusione dei contratti atipici e le esternalizzazioni dei settori privati e pubblici, attraverso la pratica di appalti e sub-appalti che negano i principali diritti a lavoratrici e lavoratori.

Una politica che riduce progressivamente le regole dei contratti di lavoro, come nel settore della sanità privata. Il processo di privatizzazione della sanità, malgrado il fallimento dimostrato di fronte alla pandemia, continua ad andare avanti imperterrito a scapito di una sanità pubblica, garantita a tutti, dove la salute viene considerata una merce. Nelle scuole si continua una politica di endemica precarizzazione, di classi pollaio, di edifici fatiscenti anche di fronte al persistere covid.

Nella logistica, il cuore della distribuzione delle merci nell’attuale sistema, la esternalizzazione è la regola, accanto al non rispetto dei contratti e della pesante repressione verso chi rivendica i propri diritti.

Mentre continua la riduzione della rappresentanza effettiva dei lavoratori, sempre più consegnata nelle mani complici della potente burocrazia dei sindacati concertativi.

Siamo di fronte ad una politica che utilizza una pesante repressione verso le lotte rivendicative dei lavoratori e lavoratrici, sia con le leggi già promulgate da Salvini quando era al governo, mai modificate, sia con l’uso violento della forza pubblica nei confronti di scioperanti, sia dando copertura all’utilizzo illegale di squadracce pagate per picchiare lavoratori in sciopero.

Di fronte a questo quadro devastante l’intero arco del sindacalismo di base e conflittuale ha ritenuto indispensabile proclamare lo sciopero generale nella giornata dell’11 ottobre, con la volontà dichiarata di continuare questa lotta fino al raggiungimento degli obbiettivi che ci siamo prefissati.

Lo Sciopero Generale è convocato per le seguenti ragioni e i seguenti obbiettivi:

• Contro lo sblocco dei licenziamenti: per la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a parità di salario al fine di contrastare l’attacco all’occupazione e ai salari;

• Per il rilancio dei salari, con forti aumenti economici e con l’istituzione di un meccanismo di piena tutela dei salari dall’inflazione;

• Garanzia del reddito attraverso un salario medio garantito a tutti i disoccupati; per l’accesso gratuito e universale ai servizi sociali e un unico sistema di ammortizzazioni sociali che garantisca la effettiva continuità di reddito e salario;

• Contrasto alla precarietà e allo sfruttamento: abrogazione del Jobs Act, superamento degli appalti e del dumping contrattuale e forte contrasto all’utilizzo indiscriminato dei contratti precari;

• Rilancio degli investimenti pubblici nella scuola, nella sanità e nei trasporti, contro la privatizzazione, la mercificazione e lo smantellamento dei servizi pubblici essenziali, dei settori fondamentali, di pubblica utilità e delle infrastrutture; contro i progetti di autonomia differenziata e le attuali forme di regionalizzazione: per l’uguaglianza dei diritti  e dei servizi su tutto il territorio nazionale;

• Per una vera democrazia sindacale: contro il monopolio delle organizzazioni sindacali concertative, per dare ai lavoratori il potere di decidere chi deve rappresentarli; per il diritto di sciopero e l’abrogazione di ogni normativa repressiva che ne mini e riduca l’efficacia, a partire dal decreto-Salvini.

• Per il rafforzamento della sicurezza dei lavoratori, dei sistemi ispettivi e del ruolo delle RLS

• Per la tutela dei lavoratori immigrati: permesso di soggiorno a tutti gli immigrati;

• Contro lo sblocco degli sfratti, per un nuovo piano strutturale di edilizia residenziale pubblica che preveda anche il riuso del patrimonio pubblico in disuso; 

• Contro ogni discriminazione di genere: per una vera parità salariale, occupazionale e dei diritti delle donne, nei luoghi di lavoro e nella società;

• Per la tutela dell’ambiente, il blocco delle produzioni nocive e delle grandi opere speculative;

• Contro il G-20 di Roma e le ipocrite passerelle dei padroni del mondo: per l’unità e la solidarietà internazionale tra le lotte dei lavoratori e degli sfruttati

• Contro le servitù militari e le spese militari in continuo aumento. Contro le missioni militari all’estero utili solo agli interessi speculativi e devastanti per le popolazioni locali. La guerra in Afghanistan è solo l’ultima dimostrazione. Per la riconversione delle fabbriche di armi e la cessazione del loro commercio. Per investire le risorse nelle urgenti necessità sociali.

Lavoratrici e lavoratori, contro le politiche del Governo Draghi, per la costruzione di una reale opposizione sociale

CONFEDERAZIONE COBAS, COBAS SARDEGNA, COBAS SANITA’, CUB, SGB, ORSA, UNICOBAS, USI CIT, USB

Per info e adesioni: [email protected]




Fonte: Usi-cit.org