Novembre 22, 2020
Da CUSA - UmanesimoAnarchico
38 visualizzazioni


“Alle spalle la crisi più difficile” dice il premier Paolo Gentiloni, sbandierando dati sulla crescita economica e la ripresa dell’occupazione in Italia.

Eppure l’Italia è oggi un paese dove aumentano in modo esponenziale i femminicidi, la violenza giovanile, i suicidi e gli omicidi legati alla precarietà e la disperazione economica, il razzismo, l’intolleranza ed altre piaghe sociali connaturate ai sentimenti di insicurezza, frustrazione, abbandono.

Si declamano gli effetti benefici delle riforme attuate in questi anni, a fronte di una situazione sociale, giovanile ed economica disastrosa come i tagli alle pensioni, il Jobs Act ed i decreti salva banche o la “Buona Scuola”. Che avrebbero permesso al paese di evitare la bancarotta, facendolo tornare sui binari che portano ai treni dell’Unione Europea e dei buoni rapporti coi cugini americani.

Ma il “mondo oltre la crisi” è un mondo fatto di abbassamento dei salari reali e di perdita dei diritti. Istituzionalizzazione della precarietà e della flessibilità, sfruttamento del lavoro fin dall’età scolastica ed innalzamento dell’età pensionabile oltre i limiti della salute e della sicurezza.

Era proprio questo che fin dall’inizio i nostri aguzzini volevano.

E’ questo il gioco della carota e del bastone a cui stanno giocando fin dagli albori di una crisi sistemica mai terminata, alla quale stanno cercando di dare risposte sempre più ammissive della loro incapacità di risolvere problemi che loro stessi hanno generato.

Il gioco di tenerci la testa sotto le profondità di crisi abissali, per costringerci a sentire come salvezza ogni boccata di ossigeno che di tanto in tanto ci concedono.

Ed in mezzo a questo mare in tempesta dove quotidianamente affogano anche centinaia di migranti, fra rotte militarizzate e porti fatti di caporalato e xenofobia, le vele issate dalle opposizioni non hanno ancora portato un vento di cambiamento adeguato.

E’ questo il momento di scatenare la burrasca.

Di colpire duramente quando forse il potere meno se lo aspetta, profittando della relativa calma.

E del fianco scoperto di una “ripresa economica” destinata ad essere nuovamente spazzata via dallo tsunami del capitalismo.

Rilanciamo ovunque le coscienze e le mobilitazioni ANTICAPITALISTE, ANTIMILITARISTE, ECOLOGISTE, PACIFISTE E LIBERTARIE!

CUSA




Fonte: Cusa.noblogs.org