Dicembre 28, 2020
Da Infoaut
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All’alba del 28 dicembre 1943, al Poligono del Tiro a Segno di Reggio Emilia, dopo un mese di prigionia e vessazioni subite al carcere politico dei Servi, i sette fratelli Cervi (Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio, Ettore) e il loro compagno Quarto Camurri vennero fucilati dalle milizie fasciste come rappresaglia per l’assassinio del Segretario di Fascio del comune reggiano di Bagnolo in Piano avvenuto il giorno prima.

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Per la crudeltà dimostrata nei confronti di un’unica famiglia, per essere stato uno dei primi eccidi contro la nascente Resistenza armata, nonché una tra le poche stragi decisa ed operata esclusivamente dai fascisti, ma soprattutto per l’impegno antifascista della famiglia Cervi negli anni precedenti e per la straordinaria forza di papà Alcide Cervi nel tenere vivo il ricordo dei suoi figli, questo episodio è ancora oggi il simbolo da un lato della violenza fascista, dall’altro del sacrificio di una generazione di donne e uomini che ha lottato fino alla fine per la libertà.

La Pianura dei sette fratelli – – – – – ( Gang)

E terra e acqua e vento

non c’era tempo per la paura,

nati sotto la stella

quella più bella della pianura

Avevano una falce

e mani grandi da contadini

e prima di dormire

un “padre nostro” come da bambini.

Sette figlioli sette

di pane e miele a chi li dò.

Sette come le note,

una canzone gli canterò.

E pioggia e neve e gelo

e fola e fuoco insieme al vino

e vanno via i pensieri

insieme al fumo su per il camino.

Avevano un granaio

e il passo a tempo si chi sa ballare,

di chi per la vita

prende il suo amore e lo sa portare.

Sette fratelli sette

di pane e miele a chi li do’.

Non li darò alla guerra,

all’uomo nero non li darò.

Nuvola, lampo e tuono

non c’è perdono per quella notte

che gli squadristi vennero

e via li portarono coi calci e le botte.

Avevano un saluto

e degli abbracci quello più forte.

Avevano lo sguardo

quello di chi va incontro alla sorte

Sette fratelli sette,

sette ferite e sette solchi:

ci disse la pianura

i figli di Alcide non sono mai morti

In quella pianura

Da Valle Re ai Campi Rossi

noi ci passammo un giorno

e in mezzo alla nebbia

ci scoprimmo commossi.

Gang – La pianura dei sette fratelli:




Fonte: Infoaut.org