104 visualizzazioni


La “Dichiarazione congiunta sulla salute delle donne e sul rafforzamento della famiglia”, che sarĂ  presentata all’Assemblea Mondiale della SanitĂ , Ăš una vera e propria dichiarazione di guerra contro le donne, contro i loro diritti, contro il diritto all’aborto. Mentre il testo parla, ad esempio, di “pari opportunitĂ  di accesso al lavoro come uomini”, mostra molto chiaramente il desiderio di limitare il diritto all’aborto, con il pretesto del “benessere delle donne” e della “conservazione della vita umana” ; il gruppo elogia le “famiglie tradizionali”, cioĂš le coppie eterosessuali, e pretende di “proteggere vite innocenti”.

Questa dichiarazione simbolica mostra l’offensiva reazionaria, antifemminista, patriarcale, coordinata a livello internazionale. Arriva in un momento in cui il diritto all’aborto Ăš combattuto da diversi governi che sostengono le forze piĂč retrograde. I circoli religiosi su piĂč fronti svolgono un ruolo significativo.

Le organizzazioni membri della Rete Sindicale Internazionale di SolidarietĂ  e di Lotta denunciano questa dichiarazione reazionaria, ma anche gli ostacoli al diritto di ogni donna di disporre liberamente del proprio corpo, che esistono ben al di lĂ  di questi 32 paesi. Il diritto delle donne di controllare il proprio corpo Ăš un diritto fondamentale. È un elemento strutturante nella costruzione della paritĂ  tra donne e uomini. L’aborto Ăš un problema di salute pubblica ; lo Ăš ancora di piĂč nei paesi poveri.

Le organizzazioni aderenti alla Rete Sindicale Internazionale di SolidarietĂ  e di Lotta chiedono il diritto ad un aborto libero, sicuro, pubblico e gratuito per tutte le donne, incluse le minorenni. In tutto il mondo sosteniamo le lotte femministe.




Fonte: Laboursolidarity.org