Novembre 2, 2021
Da Radio Blackout
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In diverse città, in occasione delle celebrazioni per la giornata delle forze armate, sono state lanciate iniziative antimilitariste, dove la memoria dei disertori e il disprezzo per la retorica patriottica si saldano alle lotte contro le frontiere, le missioni militari all’estero, la militarizzazione delle città.
La festa delle forze armate viene celebrata nel giorno della “vittoria” nella prima guerra mondiale, un immane massacro per spostare un confine.
La divisa e la ragion di stato trasformano chi uccide, occupa, bombarda, in eroe.
Cent’anni fa, a rischio della vita, disertarono a migliaia la guerra, consapevoli che le frontiere tra gli Stati sono colpi di matita sulle mappe.
Solo studi recenti ci hanno restituito la storia dei massacri, dei pescecani che si arricchivano, delle “decimazioni”, degli stupri, ma anche delle rivolte, delle “tregue spontanee”, dell’odio per gli ufficiali, delle fughe.
Cent’anni dopo quelle trincee impastate di sangue, sudore, fango e rabbia, la retorica patriottica, il garrire di bandiere e le parate militari restano il simbolo di un paese che sostiene 40 missioni neocoloniali all’estero, la produzione e il commercio di armi, la gestione militare delle questioni sociali.
A Torino l’appuntamento è in piazza Castello alle 16 per contrastare le celebrazioni militariste previste per la giornata.

Ne abbiamo parlato con Federico di Trieste

Ascolta la diretta:





Fonte: Radioblackout.org