Agosto 3, 2021
Da Unione Sindacale Italiana
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STRAGE DI STATO ALLA STAZIONE DI BOLOGNA (2 AGOSTO 1980 – 2 AGOSTO 2021),

41 ANNI SENZA GIUSTIZIA E VERITA’.

a cura di Usi nazionale fondata nel 1912

L’orario che ricorda, il 2 agosto del 1980, la più sanguinosa (85 morti e oltre 200 feriti) e vile strage “di stato” alla Stazione di Bologna, dopo 41 anni è sempre fermo alle ore 10.25.

In questi 41 anni, con una classica operazione di depistaggio tipica di altre stragi similari della c.d. 2strategia della tensione”, non si è avuta l’individuazione dei reali mandanti.

PIAZZA FONTANA, PIAZZA DELLA LOGGIA, USTICA, la Stazione di BOLOGNA (e tante altre…), un’ombra nera che ci ricorderà sempre, la vergogna in Italia, in un Paese  che troppo spesso, tende a dimenticare  fatti, luoghi, la storia e a riscriverla tentando la revisione dei fatti, per farne risultare versioni addomesticate. Forse solo la costante e tenace opera di ricordo e testimonianza, dei comitati delle vittime delle stragi che si sono anche coordinati tra loro e di qualche settore dell’informazione istituzionale, oltre a quelle che di informazione attiva e militante fanno una ragione di vita, ha permesso di mantenere vivo il ricordo e  ribadirne, anche in questo biennio di pandemia, la sua attualità.

LE STRAGI COME QUELLA DELLA STAZIONE DI BOLOGNA, anche a tanti anni da quel maledetto giorno del 2 agosto 1980, non finiscono mai “in prescrizione” e vedremo se la nuova pista di indagine giudiziaria, anche nell’imminenza della riforma parlamentare sulla “giustizia” dopo un tira e molla tra governo e componenti della stessa maggioranza, produrrà effetti rilevanti nell’identificazione dei reali mandanti.

Ricordiamo SEMPRE CHE CHI NON HA MEMORIA STORICA ANCORA OGGI, anche di questa ennesima strage di Stato, NON AVRA’ NEMMENO UN FUTURO, almeno dal punto di vista di chi, come noi nell’Usi e di chi è attivo in altre strutture e organizzazioni conflittuali, combattive, indipendenti, si batte per l’emancipazione delle classi lavoratrici e dei ceti popolari sfruttati, verso una nuova società e umanità, liberata dallo sfruttamento capitalistico che non rispetta realmente le persone, le risorse naturali, ambientali, se non sono funzionali ad un profitto  di pochi a danni di tanti-e.

La nostra vicinanza ai familiari dei morti delle stragi di stato, come ai tanti e troppi morti sul lavoro e da lavoro, in una fase di riapertura parziale del conflitto sociale per contrastare licenziamenti,  precarietà,  ristrutturazioni e riorganizzazioni aziendali sulla pelle di chi lavora.

USI Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912

Segreteria nazionale collegiale confederale

Udine/Milano/Roma/Caserta  – 2 agosto 2021

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Fonte: Usiait.it