Novembre 29, 2021
Da Notav
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Mercoledì 8 dicembre, ci ritroveremo alle ore 13, a Borgone da dove partirà la Marcia Popolare No Tav.
Quest’anno ricorre il 16° anniversario della Liberazione di Venaus, cuore pulsante della lotta No Tav, attraversato da moltissimə giovani e meno giovani che da tutta Italia scelgono di passare in Val di Susa per toccare con mano un modo di vivere alternativo, attento alla cura del territorio e rispettoso dell’ambiente.

Oggi come allora, l’8 dicembre per il Movimento No Tav porta con sé un significato ben preciso: ricordo di quella grande giornata di resistenza per un popolo in lotta e esempio per continuare la battaglia contro il Treno ad Alta Velocità Torino-Lione.

Questo appuntamento si colloca in un periodo storico ben preciso, un momento che ci pone di fronte a nuove sfide.
Dopo che la Corte dei Conti Europea ha preventivato un ritardo del 58% sulla costruzione di questa grande opera ecocida e ha stroncato le motivazioni dei proponenti con un’analisi costi benefici che evidenzia gravi errori nelle previsioni del traffico merci presentate da Telt, quest’ultima, ha avuto l’ardire di proporre nella persona di Roberto Rosso, vicepresidente di Forza Italia, di estendere l’area di interesse strategico militare ad altri sei comuni della Val di Susa e ad un comune del Chivassese.

Dopo un anno e mezzo di pandemia, durante la quale i promotori del Tav hanno approfittato del lockdown e dell’isolamento sociale per avviare nuovi lavori a San Didero e Chiomonte, oggi il governo Draghi sferra un nuovo attacco agli abitanti della Valsusa scegliendo di dare, ancora una volta, priorità alle grandi opere inutili a discapito di tutti quei piccoli interventi territoriali che scongiurerebbero le catastrofi che sempre più spesso attanagliano il nostro paese, come le recenti alluvioni in Sicilia.

All’alba della tanto chiacchierata transizione ecologica e di un PNRR che parla di un’auspicata “cura del ferro” volta ad abbassare le percentuali del trasporto su gomma, troviamo solo un investimento totale di 5,45 miliardi per il potenziamento delle linee ferroviarie regionali a fronte di 25 miliardi per l’alta velocità.
A conferma di questa logica speculativa e scellerata, pochi giorni fa si è tenuto in prefettura a Torino un tavolo in cui, alla presenza di un gongolante Stefano Lo Russo, neo sindaco del capoluogo Piemontese, il nuovo Commissario del Governo per la Tratta Nazionale del Tav, Calogero Mauceri, ha esposto ai sindaci valsusini gli interventi sulla tratta ferroviaria tra Avigliana e Orbassano.
Un percorso di circa 24 chilometri che da Avigliana, cittadina della bassa Valsusa, si congiungerebbe alla linea esistente di accesso al nodo di Torino e che, in buona parte, dovrebbe correre in galleria, comportando ulteriori scavi e devastazioni ambientali ai danni della collina morenica. Intervento che il governo non ha intenzione di mettere in discussione, condannando i territori coinvolti ad anni e anni di disagi e inquinamento messo in atto in completo contrasto con le avvisaglie relative ai cambiamenti climatici e in modo cieco in un contesto già in evidente difficoltà.

Tutti questi sono atti che minano alla qualità della vita delle persone che vivono su questi territori, mettendone a rischio la salute a causa delle nocività e impedendone una normale quotidianità.

Davanti alla stanchezza e alla rabbia generalizzate l’unica risposta che viene data dall’alto sono i divieti e la repressione sempre più feroce di qualsivoglia dissenso. Sono diverse/i i/le No Tav, come Dana, Stella, Fabiola, Emilio, Mattia, Francesca e Mattia che, tra arresti domiciliari e misure restrittive, non potranno essere presenti per celebrare insieme l’8 dicembre. A loro va fin da subito il grande e caloroso abbraccio del Movimento e la promessa che in quella giornata, anche i loro nomi saranno al centro dei nostri discorsi.

È dunque tornato il tempo di rimettersi in marcia e attraversare le strade della Valsusa per dimostrare a “lor signori” che non ci arrendiamo e, anzi, rilanciamo, sempre più consapevoli di chi siano le responsabilità.

Questo sarà un 8 Dicembre contro la devastazione ambientale, le ingiustizie e il ricatto tra salute e lavoro, un’occasione di incontro e di confronto per tutti e tutte coloro che da anni lottano, a partire dalle proprie realtà, per la salvezza del pianeta.
L’invito che anche quest’anno vogliamo fare a tutti e tutte i e le No Tav è quello di raggiungere la Valle di Susa, con appuntamento alle ore 13:00 davanti alle scuole elementari di Borgone.

É tempo di ritornare sui territori laddove le violenze ambientali vengono perpetrate, tutti e tutte insieme, ostinati e determinati a non credere a false promesse.
Oltre le parole, oltre i loro “BLA BLA BLA” ci siamo noi, i nostri corpi e le nostre terre.

In marcia No Tav!




Fonte: Notav.info