Ottobre 23, 2021
Da Inferno Urbano
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Questa mattina, 22 ottobre, all’alba due case di nostri compagni sono state perquisite dalla Digos di Milano e Varese in riferimento alla piazza dello scorso sabato 16 ottobre a Milano. Il corteo aveva visto la partecipazione, secondo i media, di circa 30 mila persone, con nel finale alcune cariche a freddo delle forze dell’ordine.

I reati con cui hanno giustificato le perquisizioni sono:

– art. 110 e 610, concorso in violenza privata

– art. 110 e 415, istigazione a disobbedire alle leggi

– art. 110 e 340, concorso in interruzione di pubblico servizio

– 18 TULPS, manifestazione non autorizzata

Le perquisizioni hanno avuto come principale finalità il sequestro della “rete informatica finalizzata al mantenimento dei contatti tra gli appartenenti ai gruppi anarchici e gli stessi gruppi No Vax”; in sostanza cellulari e pc alla ricerca di messaggi, volantini, flyer e materiale vario (da notare come gli scribacchini chiamino No Vax le persone che si oppongono al lasciapassare verde).

L’operazione è stata diretta dalla sezione dell’antiterrorismo di Milano, a seguito delle dichiarazioni alla Camera della Ministra dell’Interno Lamorgese, la quale, dopo aver oscillato (o scivolato) sul moto ondulatorio di un blindato della celere, dichiarava come 80 presunti anarchici saronnesi avrebbero provato ad aizzare la folla presente in piazza. La natura di questa operazione che abbraccia Polizia e comunicazione mass-mediatica mira a intimidire e dividere.

Intimidire perchè le misure contro chi lotta da sempre hanno questa principale finalità, in particolare in una situazione imprevedibile come quella di queste ultime settimane, con pressioni costanti della Digos durante i cortei culminate nell’accusare un compagno, durante un momento concitato, di essere un infiltrato della Polizia -la dice lunga il fatto che persino la Polizia, per screditare una persona, la accusi di essere uno sbirro. Non a caso durante una delle tre perquisizioni è stato notificato anche un foglio di via di due anni da Milano, non riguardante le piazze di queste ultime settimane, come già accaduto con l’avviso orale aggravato dato a un nostro compagno lo scorso agosto (link nei commenti). Quale momento migliore per lo Stato per sommergerci di carte questurine, se non quando contenuti e pratiche anarchiche potrebbero attecchire?

Dividere perchè in piazze basate sul rapporto uno a uno, che tendono a rifiutare le divisioni fittizie e le categorie militanti, lo Stato ha tutto il vantaggio nel ricrearle. Nonostante le evidenti contraddizioni in seno a queste piazze, possiamo immaginare (riferendoci in particolare alla piazza di Milano) lo spaesamento poliziesco di fronte a una mobililitazione disomogena e diosorganizzata, senza capo nè coda, letteralmente. Da qui il bisogno di dare nomi, volti, ruoli e soprattuto capi, a un movimento contro cui altrimenti non avrebbero saputo come intervenire se non con azioni di forza che al momento, ad esclusione di Trieste, non sembrano volersi assumere. Proprio a vent’anni da Genova, a Trieste è stata rispolverata la categoria del “black bloc”, vero e proprio spauracchio che ha portato alla cancellazione del corteo ufficiale di sabato 23 ottobre.

Come ribaltare lo spauracchio?

In Italia l’assenza ormai decennale del conflitto sociale come strada percorribile collettivamente dagli oppressi, la sua mostrificazione giornalistica ed infine la stereotipizzazione delle parti in causa sono un grosso rimosso collettivo. In un contesto mondiale di moti di piazza, fuori dalla politica istituzionale ma anche dal movimentismo, sentiamo urgente interrogarci sui limiti e le possibilità della rivolta. Rimangono certo aperte numerose questioni, che però l’avanzare della Storia ci impone di affrontare, pena la resa totale all’inoffensività. Vogliono intimidire e dividere?

Rilanciamo: ci vediamo sabato 13 novembre in piazza a Saronno.

Contro il green pass

Contro la repressione

Contro l’aumento dei prezzi

Contro le morti e lo sfruttamento del lavoro

PER LA RIVOLUZIONE SOCIALE!

Seguiranno info.

P.S. 80?!?

Collettivo Adespota




Fonte: Infernourbano.noblogs.org