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Ne dà notizia l’Associazione Bianca Guidetti Serra. Il testo condiviso in rete: “Esiste un filo rosso che unisce le lotte in carcere e l’impegno a testimoniare la Resistenza partigiana”.

21 Giugno 2021 – 18:09

Sabato scorso “abbiamo onorato l’impegno che ci eravamo assunti, in qualità di compagne e compagni di Sante, di ricordarlo nel modo più appropriato, cosa che non ci fu possibile nel giorno del suo funerale avvenuto in pieno lockdown”. È quanto scritto su un testo condiviso in rete dall’Associazione Bianca Guidetti Serra.

Si legge poi: “Abbiamo deciso di farlo in uno dei luoghi che più ha amato: il parco storico di Monte Sole, teatro di uno degli eccidi più efferati avvenuti durante la Resistenza al nazifascismo. Si, la Resistenza. Sante inizia la sua militanza politica proprio sotto l’influenza di uno zio ex partigiano e da ragazzo frequenta gruppi di operai e di ex partigiani e con loro milita prima nella FGCI, poi nel PCI determinato a continuare la lotta condotta durante la Resistenza, per portare a termine quella trasformazione che si era bruscamente interrotta con la fine della seconda guerra mondiale. Nella vita di Sante tutto si lega. Esiste un filo rosso che unisce le lotte in carcere e l’impegno a testimoniare la Resistenza partigiana. Molti dei presenti avevano partecipato insieme a Sante ai sopralluoghi quasi quotidiani in questi luoghi nel 1994 e sicuramente ne conservano le intense emozioni. Molti di noi hanno passato insieme a Sante interminabili momenti in silenzio nel cortile delle stragi di massa di fronte ai muri crivellati dai proiettili e con la tomba di Giuseppe Dossetti davanti ai piedi. Da quelle emozioni Bernardo Iovene realizzò il documentario Dalle belle città date al nemico, il primo verso della canzone partigiana Siamo i ribelli della montagna”.




Fonte: Zic.it