Novembre 20, 2022
Da Umanita Nova
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La fabbrica di motori navali Wärtsilaä (ex Grandi Motori) è da sempre uno dei simboli del comparto industriale a Trieste. Da quando è stata dismessa l’area a caldo della Ferriera (stabilimento siderurgico a pesantissimo impatto ambientale) è rimasta l’ultima grande realtà produttiva assieme alla Flex. La fabbrica impiega quasi mille dipendenti a cui si aggiungono varie centinaia nell’indotto.

Nonostante lo stabilimento sia all’avanguardia a livello tecnologico e sia in attivo, a metà luglio, da un giorno all’altro, è arrivata la notizia del licenziamento di 451 lavoratori e lavoratrici (in pratica tutto il reparto della produzione) a cui si sommano di conseguenza le centinaia dell’indotto.

Si tratta di un colpo durissimo per l’occupazione in una città che ha visto la progressiva chiusura di tantissime aziende. La Wärtsilä dichiara di voler portare la produzione in Finlandia dove ha sede e allo scopo ha predisposto in gran segreto un mega stabilimento nella località di Vaasa. La reazione è immediata e compatta di tutta la città. I sindacati presenti in azienda (Cgil-Cisl-Uil da una parte e Usb dall’altra) si mobilitano subito e viene creato un presidio permanente di fronte ai cancelli per non far uscire nessun camion con i prodotti finiti, presidio che dura tutt’ora. Inoltre i sindacati dei portuali dichiarano l’agitazione per non imbarcare più i motori prodotti. Vengono lanciate varie manifestazioni cittadine, tra cui la più significativa è il corteo del 3 settembre che vede la partecipazione di oltre 12000 persone.

A fine settembre arriva la notizia che il tribunale ha accolto il ricorso della triplice sindacale contro i licenziamenti che quindi vengono revocati.

Al momento la situazione è di stallo e di fatto si stanno attendendo delle aziende interessate a comprare la fabbrica.

In questa situazione in cui c’è in gioco il futuro di tantissime persone, ma che non vede al momento significativi margini per iniziative dei lavoratori e lavoratrici al di fuori del quadro istituzionale e della triplice sindacale, come Gruppo Anarchico Germinal abbiamo pensato che il nostro contributo, oltre alla partecipazione a titolo individuale alle iniziative in piazza, potesse essere quello di attivare i canali della solidarietà internazionale.

Così, con l’aiuto dei compagni della commissione di relazioni internazionali della FAI, abbiamo contattato il collettivo anarchico finlandese “A-ryhma” chiedendo loro se potevano avviare qualche iniziativa di solidarietà. Il collettivo “A-ryhma” ha risposto positivamente alla nostra richiesta e dopo un po’ di tempo ha diffuso il comunicato che riportiamo di seguito a sostegno della lotta qui a Trieste. Un piccolo gesto che però assume particolare valore in quanto è il primo ad arrivare dalla Finlandia. Il comunicato è stato subito da noi diffuso nei canali di movimento, ai sindacati e ai media mainstream che lo hanno rilanciato.

Un compagno del Germinal

A-ryhma in solidarietà a* lavoratr* di Trieste in lotta contro Wärtsilä!

In Luglio Wärtsilä ha annunciato la chiusura della loro produzione di motori e il licenziamento di 451 lavoratr* e lo spostamento della produzione a Vaasa. La decisione non è stata fatta di concerto con i sindacati italiani, rendendola illegale.

Un grande movimento della classe operaia si è formato per resistere alla chiusura della fabbrica. Una protesta con 15000 membri del sindacato si è tenuta all’inizio di settembre. * lavoratr* della fabbrica hanno anche fondato il collettivo autonomo “Collettivo lavoratori Wartsila”. Alcune organizzazioni cittadine si sono unite alla resistenza, come per esempio Fridays for Future @fridaysforfuture.trieste.

I sindacati hanno intentato una causa e il 23 settembre la Wärtsilä ha perso. I 451 licenziamenti sono stati annullati. Il tribunale ha ordinato a Wärtsilä di pagare un risarcimento di €50.000 ad ogni sindacato coinvolto nella causa, e di negoziare con i sindacati la riorganizzazione della produzione.

Supportiamo l* lavoratr* di Trieste nella loro lotta per il lavoro. La produzione moderna e funzionante non dovrebbe mai essere sacrificata per profitti a breve termine. Uno dei motivi chiave per cui Wartsila sposta la produzione in Finlandia potrebbe essere che le leggi sul licenziamento sono più permissive in Finlandia. Non accettiamo che i capitalisti si precipitino ovunque la classe operaia è più facile da opprimere. Scommettere sul prezzo de* lavoratr* serve solo gli interessi de* capitalist* mentre allo stesso tempo deteriora le vite ed il potere politico della classe operaia. La distruzione del reddito di centinaia di persone non può essere la base per lo sviluppo della produzione di Wärtsilä.

I sindacati in Finlandia dovrebbero svegliarsi e assumersi responsabilità internazionali. Lotte intestine per i posti di lavoro a breve termine non beneficia il movimenti de* lavoratr*. Serve invece solidarietà e cooperazione internazionale per eliminare i cavilli che avvantaggiano i capitalisti e impedire che il capitale non lasci altro che distruzione dietro a sé dopo che si sono ottenuti i profitti nel paese con i maggiori margini di profitto. Lo sviluppo della produzione e gli investimenti sono possibili anche senza drastici fermi della produzione in fabbriche esistenti.

Vittoria a* lavoratr* di Trieste!




Fonte: Umanitanova.org