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MARTEDI’ 14 SETTEMBRE’021 ALLE 18,30

Iniziativa a cura del collettivo Mujeres Libres

Siamo pronte per il primo evento di questo settembre, mese dedicato all’aborto libero, sicuro e gratuito.

– presentazione delle diverse iniziative che ci condurranno al corteo del 28 settembre, nella giornata internazionale dell’aborto sicuro.

– presentazione della mappatura regionale degli obiettori di coscienza in Emilia Romagna, realizzata insieme a realtà locali e ai nodi di Non Una di Meno presenti in regione

– Sbattezzo collettivo (porta la fotocopia del documento di identità valido e procurati l’indirizzo della parrocchia in cui sei stat* costrett* a battezzarti)

– laboratorio di serigrafia: porta la tua maglietta, borsina, felpa, strofinaccio da serigrafare

– cena di autofinanziamento con le AnoAnoAnoway

L’evento si terrà all’aperto nel cortile. Per una migliore cura collettiva, porta la mascherina e vieni solo se non presenti sintomi riconducibili all’infezione da Covid-19 né hai avuto contatti recenti con persone positive. Autogestiamo la nostra safety! Ci sarà un numero massimo di posti per garantire il distanziamento interpersonale.

Perché il mese di “LiberAborto?”

Ogni giorno il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza è sempre più minacciato dagli attacchi dei cattofascisti che vogliono limitare ed annullare il diritto di decidere sui nostri corpi, che non agiscono solo a livello mediatico e sul piano culturale, viste le numerose azioni concrete in senso antiabortista nelle amministrazioni locali. Forti dell’appoggio che trovano spesso nelle istituzioni, insediati in posizioni di potere, attaccano da più fronti per assicurarsi che le nostre esistenze siano ridotte al silenzio.

La cronaca ci ricorda che siamo puurtroppo costrette ad essere vigili anche laddove la conquista del diritto all’aborto sicuro sembra più vicina: questo mese il Texas, per esempio, ha emanato una legge che rende illegale l’aborto oltre la sesta settimana, un periodo in cui spesso le persone gestanti nemmeno si accorgono di essere incinta.

La già limitata ed osteggiata libertà di abortire è sempre più sotto attacco. Ma questo non è un caso isolato, si moltiplicano le ingerenze della chiesa e dello stato sulle nostre vite e sui nostri corpi, tanto che in Italia il numero degli obiettori di coscienza non accenna a diminuire. Emblematico è il caso del Molise, in cui l’unico medico non obiettore è prossimo alla pensione, ma molte altre sono le regioni e le strutture che non consentono di interrompere una gravidanza. L’obiezione di coscienza aumenta e le ASL stringono l’occhio ad associazioni sedicenti pro vita e facilitano il loro ingresso negli ospedali.

Sapevate che più del 70% dei ginecologi sono obiettori di coscienza nella “civilissima” Bologna, ASL Sant’Orsola?
L’obiezione di coscienza è un ostacolo reale alla libertà delle donne e persone gestanti di compiere un’interruzione volontaria di gravidanza.

LiberAborto in liberi corpi, noi non arretreremo mai!




Fonte: Vag61.noblogs.org