Settembre 27, 2022
Da Radio Blackout
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Femministe e transfemministe scendono in piazza in tutto il mondo il 28 settembre, giornata internazionale per l’aborto libero, sicuro e gratuito. Una giornata non stabilita da organismi istituzionali, ma che nell’ultimo decennio si è progressivamente affermata grazie al bisogno di pubblica visibilità che i movimenti hanno sentito il bisogno di esprimere proprio su questo tema.

Affermare la libertà di abortire significa affermare la libertà di scelta sul proprio corpo, sulla propria sessualità, sulla decisione di essere madre o meno, sottraendosi al destino riproduttivo e al ruolo imposto alle donne all’interno della famiglia e della società.
Il controllo del corpo femminile e della sua capacità riproduttiva è sempre stato costantemente perseguito da chi detiene il potere politico e religioso, configurandosi come una delle varie forme di violenza di genere imposte dalla cultura patriarcale. In una quotidianità pesantissima fatta di violenze diffuse, con un dato sconvolgente di femmincidi, lesbicidi, transcidi, la negazione della libertà di abortire occupa uno spazio molto rilevante e altrettanto inaccettabile.
E proprio perché la libera scelta di diventare madre o meno è un concreto atto di sovversione rispetto all’ordine patriarcale, l’aborto libero, sicuro e gratuito, rivendicato a gran voce dalle donne e dalle soggettività autodeterminate, è sotto attacco in tutto il mondo.
Ne abbiamo parlato con Patrizia, una delle autrici di un articolo uscito sul settimanale Umanità Nova, di cui abbiamo riportato l’incipit.

Ascolta la diretta:





Fonte: Radioblackout.org