Ottobre 11, 2021
Da Il Manifesto
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Attore, cantante, danzatore, mimo, comico, voce molto popolare e amata del programma radiofonico Hollywood Party, Elio Pandolfi è morto ieri a Roma. Aveva 95 anni, era nato il 17 giugno del 1926. Dopo il diploma all’Accademia nazionale d’arte drammatica con Silvio D’Amico, aveva debuttato a Venezia nel 1948 in Les malheurs d’Orphée di Milhaud, entrando dopo con Orazio Costa al Piccolo Teatro della Capitale. Diceva di sé: «Mia madre capì subito che ero diverso dagli altri bambini, inventavo commedie, recitavo versi da me composti, cantavo e ballavo nel cortile della scuola. Nel 1940, mi esibii per la prima volta in un’operetta famosa, Al cavallino bianco. Mi sentivo attore nato. Non era una scelta. Dovevo fare l’attore. A tutti i costi!».

ALLA RADIO approdò nel 1949, scritturato da Nino Meloni per la Compagnia del teatro comico musicale di Roma. Ci tornò in tarda età come conduttore di Hollywood Party (Radio3) dove raccontava del cinema di ieri e di oggi e delle sue amicizie, con Mastroianni, Bice Valori e molti altri ancora. Tra i più grandi doppiatori italiani, con oltre 500 film all’attivo, voce di Stanlio, assieme a Pino Locchi che dava la voce a Ollio (Laurel&Hardy,ndr), di Paperino e di Daffy Duck, Pandolfi ha attraversato ogni campo, dall’operetta alla tv. Alla fine degli anni Quaranta partecipò a trasmissioni di rivista tra le quali La Bisarca di Garinei e Giovannini (’49-’51), Briscola di Puntoni e Verde (’49-’51), dal Giringiro (1951) Caccia al tesoro (’52-’54) di Garinei e Giovannini, La canasta di Fiorentini, Rosso e nero con Corrado.
Visconti lo scelse per L’impresario delle Smirne, insieme a Rina Morelli, nel ’54 debuttò come cantante nell’operetta di Alfredo Cuscinà La barca dei comici, per poi dedicarsi all’attività teatrale accanto a Wanda Osiris, Carlo Dapporto, Lauretta Masiero, Febo Conti. Ma il suo segno maggiore è la voce – «Chi canta spera sempre, anche se non sa in che cosa» diceva; versatile e riconoscibilissima, ascoltata in tante letture alla radio dagli anni ’50. L’ultima volta teatro è nel 2019 a Roma in Io mi ricordo con Riccardo Castagnari, regia di Paolo Silvestrini. Per sua stessa volontà non si terranno funerali.




Fonte: Ilmanifesto.it