Novembre 23, 2022
Da Radio Blackout
219 visualizzazioni

Dalla notte di Sabato 19 novembre una pioggia di bombe si sta abbattendo sul Rojava per mano dell’aviazione turca. Molte le città colpite contemporaneamente in Rojava tra cui Kobane, Ain Issa, Tel Rifaat, Derik e Derbasiye, ma anche Sulaymaniyya, Qandil e Shengal nel Sud Kurdistan/Nord Iraq. In particolare le città di Kobane e Derik sono state ripetutamente colpite per diverse ore, nel mirino ci sono infrastrutture civili: un ospedale, silos del grano, un mercato, una centrale elettrica.

L’offensiva, temuta da mesi, era ormai una questione di ore: l’attentato del 13 novembre a Istanbul, secondo Erdogan e il governo turco a matrice curda, giustifica questo attacco militare brutale contro i territori dove prende vita l’esperimento politico del Confederalismo Democratico nel Nord della Siria.

Una ennesima prova di forza che, oltre che (ri)sottolineare la volontà da parte di Erdogan di annientare le forme di autorganizzazione curde, pone la Turchia sempre più come attore geopolitico di peso nel complicato e delicato equilibrio mondiale in questi tempi di guerre.

Di tutto ciò, e dell’importanza di denunciare questo ennesimo attacco e di portare la soliarietà verso il Rojava, ne parliamo con una compagna presente in quei territori:





Fonte: Radioblackout.org