Dicembre 24, 2020
Da Malacoda
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Aggiornamenti sulle ultime udienze del processo contro Beppe (Genova, novembre-dicembre 2020)

— Sull’ultima udienza del processo contro Beppe (Genova, dicembre 2020)

L’udienza si è svolta in modo leggermente migliore rispetto a quella precedente.

La mancanza di traduzione non è stata determinata da un provvedimento ad hoc per Beppe, ma dal divieto, da parte del DAP [Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria], alle traduzioni straordinarie, sempre per via del Covid-19. Che, evidentemente, deve essere preso solo in carcere e non andando in tribunale.

Nulla, da parte delle perizie dell’accusa, è stato aggiunto. E’ stato poi sentito un teste a difesa.

Anche il PM ha chiesto la presenza in aula di Beppe. Perciò il legale ha fatto presente che, se la prossima udienza si fosse svolta il 21 dicembre come da calendario, non ci sarebbe stata nessuna svolta sulle traduzioni.

Quindi l’udienza è stata rinviata a gennaio.

[Tratto da https://spazio-di-documentazione-il-grimaldello.noblogs.org].

— Aggiornamenti sulle udienze a Genova (novembre 2020)

A Genova, dopo il presidio di sabato scorso [21 novembre 2020] che ha visto decine di compagne e compagni in solidarietà con i circa 300 anarchici ed anarchiche –  a processo in questo periodo con varie gravissime accuse – ed alla compagna anarchica genovese minacciata di sorveglianza speciale, si sono svolte, sempre in questa città, le udienze del processo a Beppe [24 novembre], accusato di aver posizionato un contenitore di liquido infiammabile davanti ad un postamat e l’udienza per la sorveglianza speciale [25 novembre].

In aula hanno testimoniato i testimoni dell’accusa per Beppe che nulla hanno aggiunto alle inconsistenti prove, confermando quindi la bontà della linea difensiva che, per altro, si conferma da sé visto che il liquido non avrebbe nemmeno potuto infiammarsi con l’innesco scollegato.

L’orribile accrocchio di pc e cavi per l’udienza in videoconferenza non ha funzionato quasi per nulla, e ci fa piacere che il presidente della corte si sia fatto l’udienza in piedi per far sedere al suo posto i testimoni. Ma non ci fanno piacere le difficoltà che hanno avuto Beppe e l’avvocato, tanto che è stato chiesto ed ottenuto che il compagno sia presente in aula il 15 dicembre quando ci sarà la prossima udienza con il teste della difesa ed, eventualmente, a tutte le udienze di questo processo. In barba al blocco delle traduzioni dei carcerati. Che facciano i tamponi agli sbirri visto che purtroppo esistono – e che stanno contagiando i detenuti – e che permettano alle persone di dire la loro nei tribunali già che non possono sentire in aula la solidarietà di parenti, amici e compagni oltre che avere i colloqui bloccati (e quindi i pacchi con il cibo).

Il giorno successivo si è svolta l’udienza per la sorveglianza speciale rinviata di due mesi per permettere all’avvocato di preparare la difesa.

Solidarietà a tutti coloro che sono colpiti dalla repressione.

Il nostro amore per la libertà è più forte di ogni autorità.

[Tratto da spazio-di-documentazione-il-grimaldello.noblogs.org].

— Nota sui processi

Il processo contro Beppe è conseguenza di una indagine per cui il 17 dicembre 2019 ha ricevuto un’altra custodia cautelare (oltre a quella per l’operazione «Prometeo»), eseguita dal ROS dei carabinieri. È accusato di aver posizionato un ordigno incendiario contro un postamat presso un ufficio postale a Genova, nel 2016. In quel periodo le Poste sono state attaccate ripetutamente a causa della collaborazione nell’espulsione e deportazione dei migranti attraverso la compagnia aerea Mistral Air (controllata dalle Poste).

Oltre a ciò, Beppe si trova a processo, sempre a Genova, assieme a Natascia e ad un altro compagno attualmente a piede libero, tutti indagati per l’operazione «Prometeo» (arresti del 21 maggio 2019). I compagni sono accusati di «attentato per finalità terroristiche o eversive», poiché ritenuti responsabili dell’invio di tre pacchi-bomba nel giugno 2017 ai PM Rinaudo, pubblico ministero in parecchi processi contro il movimento antagonista e gli anarchici, e Sparagna, pubblico ministero nel processo per l’operazione Scripta Manent, e a Santi Consolo, all’epoca direttore del DAP, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, di Roma.

Qui di seguito gli indirizzi di Beppe e Natascia:

Giuseppe Bruna
C. C. di Pavia
via Vigentina 85
27100 Pavia

Natascia Savio
C. C. di Piacenza “San Lazzaro”
strada delle Novate 65
29122 Piacenza


Updates on the latest hearings in the trial against Beppe (Genoa, November-December 2020)

— On the last hearing of the trial against Beppe (Genoa, December 2020)

The hearing was slightly better than the previous one.

The lack of transfer was not caused by an ad hoc measure for Beppe, but by the prohibition, by the DAP [Department of Penitentiary Administration], to extraordinary transfers, again because of Covid-19. Which, evidently, must be taken only in prison and not by going to court.

Nothing, on the part of the prosecution’s expert witnesses, was added. A defense witness was then heard.

The prosecutor also asked for Beppe’s presence in the courtroom. Therefore, the lawyer pointed out that, if the next hearing had been held on December 21st as scheduled, there would have been no breakthrough on the transfers.

So the hearing is postponed until January 2021.

[Italian text published in spazio-di-documentazione-il-grimaldello.noblogs.org].

— Updates on the hearings in Genoa (November 2020)

In Genoa, after last Saturday’s meeting in Banchi square [November 21, 2020], which saw dozens of comrades in solidarity with the approximately 300 anarchists at trial during this period on various very serious charges and with the anarchist comrade from Genoa threatened by the request for special surveillance, the hearings for the trial of Beppe [November 24], accused of having placed a canister of flammable liquid in front of a post office, and the hearing for special surveillance [November 25] were held in this city.

In the courtroom, the prosecution’s witnesses against Beppe testified nothing that added something to the inconsistent evidences, thus confirming the goodness of the defensive line which, on the other hand, is self-confirming given that the liquid could not even have ignited, having the trigger disconnected.

The horrendous jumble of PCs and cables for the videoconference hearing hardly worked at all, and we are pleased that the president of the court stood up to let the witnesses sit in his place. But we are not happy about the difficulties that Beppe and the lawyer had, so much so that it was requested and obtained that the comrade be present in the courtroom on December 15 when there will be the next hearing with the defence witness and, eventually, at all the hearings of this trial. In defiance of the prisoners’ translation block. Let them swab the cops since they unfortunately exist – and are infecting the inmates – and allow the inmates to speak out in the courts since they can’t feel the solidarity of family, friends and comrades in the courtroom, having also have the prison interviews blocked (and therefore the food parcels).

The next day the special surveillance hearing was held, postponed for two months to allow the lawyer to prepare the defence.

Solidarity with all those affected by the repression.

Our love for freedom is stronger than any authority.

[Italian text published in spazio-di-documentazione-il-grimaldello.noblogs.org].

— Note on the ongoing trials in Genoa

The trial against Beppe is a consequence of an investigation for which he received another pre-trial detention (in addition to the one for the «Prometeo» repressive operation) on December 17th, 2019, executed by the ROS (Special Operational Group) of Carabinieri. He is accused of placing an incendiary device against an ATM at a post office in Genoa in 2016. The device did not generate any flames and was defused. In that period, the Post Office was attacked repeatedly because of its collaboration in the expulsion and deportation of migrants through the airline Mistral Air (controlled by the Post Office).

In addition to this, Beppe is on trial, also in Genoa, together with Natascia and another comrade currently free, all investigated for the «Prometeo» operation (arrests of May 21st, 2019). The comrades are accused of «attack for terrorist or subversive purposes», since they are held responsible for sending three parcel bombs in June 2017 to prosecutors Rinaudo, public prosecutor in several trials against the antagonist movement and anarchists, and Sparagna, public prosecutor in the trial for the Scripta Manent operation, and to Santi Consolo, at the time director of the DAP, the Department of Penitentiary Administration, in Rome.

Here are the addresses of Beppe and Natascia:

Giuseppe Bruna
C. C. di Pavia
via Vigentina 85
27100 Pavia
Italia — Italy

Natascia Savio
C. C. di Piacenza “San Lazzaro”
strada delle Novate 65
29122 Piacenza
Italia — Italy




Fonte: Malacoda.noblogs.org