Dicembre 20, 2021
Da Il Manifesto
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Alejandra Sepulveda è senatrice del Cile e fa parte del «Comando nazionale per Boric». formato per il ballottaggio, avendo come responsabilità la ricerca di consensi nella aree rurali. L’abbiamo intervistata poche ore dopo la vittoria al ballottaggio.

Cosa ci dicono le elezioni di domenica?

Sono state elezioni molto partecipate e con molti voti a favore di Boric, credo che la sua vittoria dia al Cile molta speranza soprattutto per un paese diverso, veramente collegato alla realtà delle persone e con autorità conseguenti, per un cambiamento non superficiale ma profondo, per cambiamenti strutturali. C’è molta speranza ma nello stesso tempo molta responsabilità. Non sarà facile ma contiamo che lo stile del governo di Boric sarà quello di un governo partecipativo.

Quali difficoltà potrà incontrare in questo momento, con un Parlamento in cui la sinistra non è maggioranza?

È una delle difficoltà maggiori in un contesto in cui non abbiamo avuto nessuna crescita economica. Di fronte a ciò, con un parlamento dove non abbiamo la maggioranza, il presidente Boric parla di una grande opportunità, non di qualcosa di negativo, ma dell’opportunità di creare un largo consenso intorno ai denominatori comuni: ovvero la persona e la famiglia, e il loro bene comune. Per ciò il denaro deve passare dalla famiglia ai cileni tutti. È un governo difficile. Ma con il supporto della cittadinanza e con un presidente che possiede le giuste qualità penso sia un governo possibile.

La politica cilena accetterà e riconoscerà il vento di cambiamento che anche questo voto rappresenta?

Non penso si tratti di vento di cambiamento, bensì della necessità di cambiamento. Il sistema sanitario, la scuola sono necessità urgenti per la gente. I conservatori non vedono tale necessità di buon occhio, perché a loro è costato anni costruire questa struttura non solo economica, ma soprattutto mentale. Per realizzare la trasformazione e per favorire la ripresa, c’è bisogno della pace sociale, di tranquillità, non superficiale, ma una tranquillità poggiata su radici solide che mostri che stiamo avanzando verso questo cambiamento. Per questo è importante che la destra conservatrice, fondamentalmente la destra economica di questo Paese, comprenda che la pace sociale si costruisce attraverso la trasformazione e che deve appoggiare tale processo. Altrimenti non ci saranno vantaggi nemmeno per loro.

Quanto può essere importante la nuova Costituzione che l’Assemblea Costituente sta scrivendo?

Direi che è molto importante perché riguarderà il ruolo dello stato non solo le trasformazioni nel mondo economico; riscriverà la funzione dello stato per i prossimi 30 o 40 anni, riuscendo a focalizzare i punti importanti come quello della sicurezza sociale che praticamente in Cile non è mai esistito. Questa trasformazione deve diventare legge, norma, programma e istituzione. Speriamo che il settore imprenditoriale capisca che la pace sociale non è una cosa intangibile ed effimera.

Avrete sempre attenzione alle rivendicazioni che arrivano dalla strada e dai movimenti?

È sempre molto arricchente quello che arriva dai movimenti sociali ed è bene che il governo lavori congiuntamente con i movimenti sociali. Boric ha pensato a un governo realista, partecipativo. Un governo che va di pari passo con i cambiamenti strutturali e profondi del Paese. Dove si rispettano i diritti sociali e si privilegi il dialogo. Le organizzazioni sociali e i movimenti sociali saranno quindi fondamentali.

La vittoria di Boric ha un legame con la storia di questo paese? E con Allende?

È stato indubbiamente uno dei nostri simboli. Nel discorso di Boric dopo la certezza della sua vittoria c’è stata l’evocazione di due presidenti: Allende e Patricio Aylwin Azócar. Speriamo che sia davvero un governo di unità, di cui tutti e tutte abbiamo bisogno. Certamente sarà un governo votato alla persona, che farà cose di cui la gente sarà informata quotidianamente, altrimenti i nostri sforzi saranno stati vani.




Fonte: Ilmanifesto.it