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Dopo l’incidente costato la vita a Yafa Yaya, il sindaco Matteo Lepore ha promosso un incontro urgente ma a quanto sembra risultano invitati solo i confederali. “Si escludono le voci dissonanti”, afferma l’Usb, oggi intanto ha anche manifestato in Prefettura per ribadire che “salute e sicurezza devono essere a carico dei datori di lavoro”.

22 Ottobre 2021 – 19:46

Ieri, dopo la terribile morte di Yafa Yaya all’Interporto, la Città metropolitana ha fatto sapere che il nuovo sindaco Matteo Lepore ha convocato un incontro “urgente” con sindacati e istituzioni, che si terrà martedì, con l’obiettivo dichiarato di “valutare e condividere assieme le azioni da intraprendere per rispondere al tema dalla qualità del lavoro nell’ambito del settore logistico”. Ma a quanto pare l’invito non riguarda i sindacati di base, che pure sono particolarmente radicati tra le/gli lavoratrici/ori della logistica. Il comunicato della Città metropolitana, parla di “sindacati confederali” oltre che di Regione Emilia-Romagna, Interporto, Ispettorato del lavoro, Comune di Bentivoglio e Unione Reno Galliera. Oggi, poi, la domanda è stata posta direttamente a Lepore: martedì ci saranno tutti i sindacati, anche di base? “Abbiamo invitato- ha risposto il sindaco- quelli che hanno sottoscritto dei protocolli assumendosi delle responsabilità per gestire le problematiche. Siamo disponibili ad aprire a quelle realtà che vogliono fare altrettanto”. Lo stesso Lepore che, nelle stesse dichiarazioni alla stampa, ha detto che in questo frangente “dobbiamo creare un clima di collaborazione, le istituzioni mettono al primo posto il tema del lavoro, della sicurezza, dell’etica ed è importante che tutti contribuiscano in maniera responsabile a questo obiettivo se vogliamo cambiare le cose in tempi brevi”. Mentre la Cgil non esclude azioni legali per le contestazioni che ieri si sarebbero verificate, nei confronti dei confederali, durante le manifestazioni all’Interporto: “Vediamo, stiamo visionando foto e video”, ha fatto sapere la Camera del lavoro.

Fatto sta che, intanto, i tavoli vengono convocati “senza interpellare altri che Cgil, Cisl e Uil ed escludendo le voci dissonanti dei sindacati conflittuali”, scrive l’Usb in un comunicato: “Ancora una volta dobbiamo piangere e urlare la nostra rabbia per un altro omicidio sul lavoro nel nostro territorio. Yafa Yaya, di soli 22 anni lavorava da pochi giorni all’interporto, per un misero salario e in condizioni di precarietà e insicurezza. Ancora una volta si sacrificano vite sull’altare delle logiche del profitto, dei ritmi, della produttività: diritti sul lavoro, diritto alla vita e alla salute sono eccezioni e non la norma anche nel ‘democratico e progressivo’ territorio bolognese. Dove c’è sfruttamento e precarietà non può stupirci la mancanza di misure di sicurezza e procedure minime di salvaguardia per le lavoratrici e lavoratori. Ad aggravare la situazione e la nostra rabbia è che tutto questo non accade in qualche oscuro anfratto dell’economia sommersa ma accade nei centri nevralgici del nostro territorio come l’Interporto, tutto questo accade nonostante le segnalazioni e le denunce, tutto questo accade in settori e insediamenti produttivi che vedono la partecipazione di soci pubblici e di capitale pubblico. È di pochi giorni fa la scoperta per l’ennesima volta di lavoro irregolare e in nero nella stessa BolognaFiere tra i lavoratori addetti agli allestimenti. Morire, ammalarsi, rimanere mutilati per lavorare non è stato mai accettabile e non lo è a maggior ragione ora dopo quello che hanno subito i lavoratori e lavoratrici durante questa emergenza pandemica. Mentre è in atto una ‘distrazione di massa’ sulla questione del green pass che divide la classe e nega diritti contrattuali in nome della salute collettiva, nulla viene fatto per garantire vere misure a salvaguardia di tutti e tutte”.

Al contrario “vengono peggiorate le condizioni sotto il ricatto dei licenziamenti sbloccati dal Governo Draghi, con l’intesa della stessa Confindustria e Cgil Cisl Uil, vengono varate norme peggiorative sugli appalti e subappalti, si propongono modifiche ininfluenti alla normativa sulla sicurezza del lavoro, si reprimono le lotte e le mobilitazioni contro i provvedimenti del governo e del padronato”, continua l’Usb: “Anche a livello locale assistiamo alle solite lacrime di coccodrillo da parte dei sindacati istituzionali, Cgil Cisl Uil, gli stessi che sottoscrivono protocolli in deroga alle norme di legge sulla sicurezza, assistiamo da parte del nuovo sindaco Lepore alla riproposizione di tavoli di emergenza convocati, ovviamente, senza interpellare altri che Cgil Cisl Uil ed escludendo le voci dissonanti dei sindacati conflittuali. Esprimiamo la nostra solidarietà ai parenti e compagni di Yaya, ribadiamo il nostro impegno nelle lotte e nella nostra opposizione a questo sistema di morte e sfruttamento”.

Sempre l’Usb, infine, oggi ha manifestato sotto la Prefettura per il presidio annunciato nei giorni scorsi contro l’obbligo di Green pass per le/gli lavoratrici/ori: “Basta ipocrisie! Via subito il Green pass dai luoghi di lavoro. Nei luoghi di lavoro vogliamo vera sicurezza mentre si continua a morire di lavoro. Non si possono negare diritti contrattuali! Non si può pagare per lavorare! Salute e sicurezza devono essere a carico dei datori di lavoro”.




Fonte: Zic.it