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Sgb: “Continuiamo la lotta per mantenere diritti e salario delle/i lavoratrici/ori del comparto sosta”. Usb: “L’azienda sbandiera un utile di 3,2 milioni di euro, ma dove sono le integrazioni alla cassa integrazione promesse per il personale?”.

01 Giugno 2021 – 18:56

“Facciamoci sentire, non lasciamo che Tper e il Comune si ‘lavino le mani’ lasciando i lavoratori da soli di fronte a ciò che li attende, combattiamo per mantenere i nostri diritti e i nostri contratti”. Con queste ragioni oggi si è svolto un nuovo sciopero del personale dell’azienda dei trasporti impiegato nei servizi sosta, così motivato da Sgb: “Nelle scorse settimane Tper ha riferito al personale che Srm ha comunicato all’azienda l’intervenuta efficacia dell’aggiudicazione della procedura per l’affidamento delle attività della sosta e attività complementari al raggruppamento temporaneo d’impresa Sct Group. Come è noto Tper è stata esclusa dalla gara perché ha commesso un errore nell’invio della documentazione, successivamente ha fatto ricorso al Tar lamentando una carenza nella piattaforma informatica utilizzata da Srm per le procedure di gara, ma il Tar le ha dato torto. Oggi Tper annuncia di aver fatto ricorso al Consiglio di Stato e conclude il comunicato dichiarando: ‘Vi aggiorneremo sugli sviluppi di tali azioni finalizzate a tutelare l’azienda e le nostre persone coinvolte’. Nell’auspicarci che con nostre persone intenda i lavoratori che si apprestano a cambiare ‘padrone’ preoccupati di perdere nel passaggio diritti e salario, ribadiamo che la situazione attuale è frutto di una evidente incompetenza del management di Tper che dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, e del Comune di Bologna che non ha voluto rimandare la gara riallineandola a quella del trasporto pubblico, pure nelle condizioni di incertezza determinate dalla pandemia in corso. La nostra posizione contro le gare è sempre stata chiarissima e questa vicenda è la conferma che lasciare al mercato servizi che interessano la collettività porta a risultati inaspettati e non prevedibili. Il nostro timore è che la società subentrante, che nulla ha a che fare con il Comune di Bologna, non rispetti quanto previsto dalle clausole di garanzia e trovi la maniera di abbassare il costo del lavoro e di peggiorare le condizioni degli addetti alla sosta e all’ufficio contrassegni che, nel corso degli anni, hanno portato avanti numerose battaglie per ottenere miglioramenti nella loro attività. Per questi motivi Sgb continua la lotta e, in attesa di incontrare la nuova azienda, insieme al Comune di Bologna, per discutere delle condizioni di passaggio del personale”, è stato proclamato lo sciopero di oggi.

Anche Usb per la giornata di oggi ha proclamato uno sciopero, in questo caso di tutti i dipendenti Tper. Il sindacato di base, in un comunicato, riferisce che la direzione qualche giorno fa ha annunciato “un utile da 3,2 milioni di euro, derivante in gran parte dagli indennizzi ricevuti da fondi pubblici per l’emergenza Covid: fondi che dovevano servire anche per riconoscere alle lavoratrici e lavoratori del servizio pubblico la dovuta integrazione al salario perso durante la cassa integrazione. Nonostante gli impegni questo non è avvenuto, la direzione Tper nonostante l’utile sceglie di penalizzare il proprio personale e fare cassa. Nel 2020 la pandemia ha colto tutti di sorpresa ma il personale del trasporto pubblico, considerato servizio essenziale, non si è spaventato, ha affrontato l’emergenza senza mai fermarsi, anche in condizioni di sicurezza precaria, con carenza di dispositivi di protezione adeguati. Tutto il personale ha contribuito a questo impegno, sono state sacrificate ferie, premi, presenza effettiva e salario. Tper con la richiesta di accesso al Fondo bilaterale di Solidarietà (la cassa integrazione del settore), ha sottoscritto un impegno formale che ad oggi ancora non è stato mantenuto: ‘…l’azienda si impegna ad effettuare integrazioni in tutto o in parte in relazione alle differenze tra l’indennità percepita e la retribuzione base individuale a condizione che siano, anche attraverso le misure di sostegno al settore, riconosciuti all’azienda indennizzi per i mancati introiti tariffari ed i mancati corrispettivi previsti dai contratti di servizio’. Alla stampa si sbandiera un utile di 3,2 milioni di euro, ma dove sono le integrazioni promesse per il personale che è stato inserito nel Fis? Usb ribadisce la propria posizione: chiediamo il pagamento delle integrazioni spettanti per tutti i dipendenti che nel 2020 hanno avuto assenze dal lavoro coperte dal Fis, nel rispetto dei lavoratori e lavoratrici della categoria che ad oggi la dirigenza continua a mortificare con tali comportamenti. Una presidenza e una direzione aziendale che non rispetta accordi sindacali e che si rende responsabile di fatti come l’esclusione dalla gara della sosta non può continuare a gestire un servizio così strategico per la nostra città. A quando le dimissioni?”.




Fonte: Zic.it