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Anarchici ad Alghero: Un esercizio di memoria storica.


Luglio 19, 2022
Da Sardegna Anarchica
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All’alba del 18 Luglio del 1936 nella penisola iberica inizia una lotta contro il fascismo di Francisco Franco che porterà a una guerra civile e negli stessi anni, alla nascita di una società anarchica nella penisola iberica. Gli anarchici e le anarchiche hanno combattuto fortemente il fascismo in collaborazione con le forze comuniste. E la nascita dell’anarchia in Spagna nel 36, rimane uno dei più grandi esempi storici dell’anarchismo. Dal 20 Luglio 1936, nel quale vengono issate nei palazzi pubblici le bandiere rossonere della CNT-FAI, gli operai occuperanno le fabbriche, avvieranno la produzione autogestita e verranno create scuole ispirate ai metodi pedagogici libertari di Francisco Ferrer i Guàrdia. Inoltre, assieme alla Confederazione nazionale del lavoro, alla Federazione Anarchica Iberica e alla Federazione giovanile (Federación Ibérica de Juventudes Libertarias (F.I.J.L) fu di grande rilevanza l’organizzazione anarcofemminista Mujeres Libres (in italiano Donne Libere).

I terreni espropriati e collettivizzati furono il 70% in Catalogna, il 70% in Aragona, il 70% nella provincia di Badajoz, il 58% in Castiglia-La Mancia, il 49% in Andalusia e il 13 % nella comunità Valenciana.

Più di 10 milioni di persone parteciparono direttamente e indirettamente, alla rivoluzione sociale. Come anarchici algheresi, abbiamo voluto ricordare questo evento storico con uno sguardo sulla Sardegna.

La storia dell’anarchismo in Sardegna, pur non essendo pienamente conosciuta, è ricca di avvenimenti:

Dai gruppi anarchici Sante Caserio e Michele Schirru, alla comunità anarchica di solidarietà del 1969,voluta da Tomaso Serra a Barrali, fino al primo Congresso anarco-indipendentista del dicembre del 1985. Ebbene, anche nel contesto storico della rivoluzione anarchica spagnola, la Sardegna ha assunto un carattere rilevante. Dall’isola partirono diversi anarchici che poi apparterranno alla Colonna Ascaso.

Abbiamo voluto divulgare tutto ciò nella notte del 17 Luglio, affiggendo per le vie di Alghero, dei nostri comunicati dove vengono ricordati alcuni dei compagni sardi che lottarono in Spagna dal 36 al 39.

Questa azione non ha come unico obiettivo quello di ricordare la storia, bensì di guardare il passato per sfatare la saccente affermazione di utopia, che molti/e pronunciano parlando di anarchia, e la voglia di coniugare critica e lotta sociale odierna con la presenza culturale, teorica e storica delle idee che oggi ci muovono per la distruzione creativa di questo assetto sociale iniquo. Dunque, abbiamo voluto utilizzare una delle nostre forme solite di attivismo come l’affissione, anche per uno scopo culturale.

Oggi, siamo qui per lottare, combattere e volere la distruzione creativa dello Stato, del capitalismo e del colonialismo, in quanto sono per noi, la personificazione del “futipòpul excel•lencia”.

Saremo sempre a las barricadas

no pasaràn!

Comunicato anarchico algherese.

ALCUNI ANARCHICI SARDI:

Giovanni Antioco Dettori, orgolese, emigrò giovanissimo in diversi continenti. Attivissimo nelle fila del movimento anarchico perse un braccio in un attentato ai danni del fascista consolato italiano a Tunisi, dove fu uno dei personaggi più in vista della colonia sarda. Accorse tra i primi in Spagna e qui venne nuovamente ferito presso Teruel. Morì nel gennaio 1937 nel corso di un combattimento al fronte, ove si recò appena rimessosi dalle ferite precedenti.

Pasquale Fancello, di Dorgali. Propagatore piuttosto attivo dell’idea anarchica, si difese dai fascisti sempre ad armi pari. Nel 1931 venne condannato per aver sparato contro un fascista. In seguito si recò con la moglie in Spagna. Sarà ancora assai attivo dopo la liberazione, anche ad Iglesias dove si reca in occasione di una dura lotta intrapresa dai minatori. È deceduto a Roma nel 1953.

Ferdinando e Pompeo Franchi, di Nuoro, fratelli. Accorsero fra i primi in Spagna; Pompeo, già emigrato in Francia verso il ’26, morì nel settembre del 36 in seguito alle ferite riportate nella battaglia di Monte Pelato verso la fine di agosto.

Salvatore Marcello, di Sarule. Emigrò nel 1927, perseguitato dai fascisti; si stabilì in vari paesi europei, visse in Francia clandestinamente fino al 1936, e successivamente si recò in Spagna per arruolarsi nella XXVI divisione Durruti. Pur ferito gravemente in combattimento rimase in Spagna fino al 1939. Condotto in Francia venne poi consegnato alle autorità fasciste italiane che a loro volta lo condussero al carcere di Nuoro per il processo presso il Tribunale Speciale fascista, il quale lo condannò al confino. Nel 1943 partecipò alla lotta contro il nazifascismo nelle fila dei Partigiani della Libertà. Rientrerà in Sardegna alla fine del ’44 nella stessa nave in cui rientrarono Tomaso Serra e Giovanni Virgilio. Dopo la liberazione fu tra i fondatori del gruppo anarchico Michele Schirru, che contava una settantina di aderenti e che operò a Nuoro e dintorni.

I fratelli Angelino ed Enrico Puddu, di Gairo, cugini di Tomaso Serra. Erano da tempo residenti in Spagna quando scoppiò la rivoluzione, e vi parteciparono attivamente. Tra l’altro, il loro nome è legato alla rivolta della popolazione gairese contro il podestà del paese, avvenuta nell’immediato dopoguerra. Enrico negli anni ’60 entrerà a far parte della Collettività Anarchica di Solidarietà (C.A.S.) fondata da T. Serra a Barrali.

Tomaso Serra detto “il Barba”, nasce a Lanusei (Nuoro) il 23 marzo 1900, ma a causa della professione del padre, operaio delle Ferrovie complementari, sin da bambino è costretto a continui trasferimenti di paese in paese, sino a quando la sua famiglia non si stabilisce definitivamente a Barrali, dove Tomaso negli anni 60 proverà a mettere in pratica un interessante esperimento di autogestione.

Giovanni Virgilio, di Cossoine. Emigrò a Nizza nel 1912. Venne ingaggiato da un’impresa mineraria nel Tonchino (regione del Vietnam del Nord); rientrò nel 1920 in Francia e poi si recò in Algeria, Tunisi, Marocco, dove lavorò sempre nelle miniere. Lo scoppio della guerra civile spagnola lo colse a Tangeri; da lì raggiunse Marsiglia e da qui la Spagna nell’agosto del 1936. Negli anni dal 1940 al 1942 fu confinato a Ventottene e poi alle Tremiti. Liberato dal confino, a Roma proseguì il suo attivismo anarchico ed ebbe come punto di riferimento il Partito d’Azione. Nel ’44 si imbarcò da Napoli per la Sardegna.

Giovanni Dappello, nato ad Alghero il 7 Giugno 1895, pescatore.




Fonte: Sardegnaanarchica.wordpress.com
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