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Dopo la protesta di venerdì ci sono stati dei contatti telefonici con l’azienda subentrata nell’appalto ma “nessuna delle nostre richieste è stata accolta tranne una misera proposta economica per il disagio di cambio appalto che non intendiamo accettare, perchè a Gsi/Samag non chiediamo l’elemosina, ma rispetto del nostro ruolo professionale”, scrivono i Cobas.

13 Settembre 2021 – 15:46

Oggi nuovo sciopero per le/i facchine/i di Grandi salumifici italiani – Parmareggio dopo il cambio d’appalto tra Randstad srl e Samag holding spa dello scoros mese. “Durante lo sciopero del 10 settembre- aggiornano i Cobas Lavoro privato– siamo stati contattati dalla Samag che per l’ennesima volta non dà risposte chiare! Abbiamo ricevuto una chiamata telefonica perchè non si degnano nemmeno di incontrare il sindacato più rappresentativo in azienda. Ebbene nessuna delle nostre richieste è stata accolta tranne una misera proposta economica per il disagio di cambio appalto che non intendiamo accettare, perchè a Gsi/Samag non chiediamo l’elemosina, ma rispetto del nostro ruolo professionale. Sul punto delle assunzioni a tempo indeterminato dei nostri colleghi in scadenza di contratto: nulla! Stanno ancora valutando i volumi aziendali! Ma state scherzando? E adesso cominciano anche con le intimidazioni del personale a cui viene detto di non scioperare! Di rinunciare ad un diritto sancito dalla costituzione italiana! Vergogna!. Non basta che ci spacchiamo la schiena in magazzino, ora ci controllano, ci guardano, stanno lì aspettando il minimo errore per punirci e vessarci forse con richiami scritti”.

Scrivono ancora i Cobas: “Chiediamo ancora una volta a tutti i sindacati presenti in azienda di unirci e portare avanti con forza le comuni richieste! Chiediamo ancora una volta a Gsi/Parmareggio (gruppo Bonterre) di venire al tavolo di non nascondersi, di ripristinare la legalità in magazzino: voi siete i committenti no potete assistere tacitamente a tutto questo. Al presidente dell’Interporto chiediamo che non si volti dall’altro lato. Alle istituzioni chiediamo un supporto per i facchin* che onestamente si spaccano la schiena per le aziende che producono ricchezza! Non povertà! Ribadiamo ancora una volta la disponibilità di sederci ad un tavolo comune con tutte le rappresentanze sindacali. Inviatiamo la Samag e il gruppo bonterre ad un incontro risolutivo per giungere a una contrattazione seria ove ci sia un contraddittorio reale”.




Fonte: Zic.it