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Chiusa la palestra di via del Lavoro la Bolognina Boxe ha trovato casa in un immobile privato, dal Comune solo una lettera di raccomandazione e ora si profilano “costi esorbitanti” per le utenze: “Ci è stato detto che non ci sono spazi pubblici per le associazioni sportive, è per questo che le chiamiamo a raccolta”.

29 Settembre 2022 – 12:44

La Bolognina Boxe lancia un “appello alla città: convergiamo per spazi e accesso allo sport per tutti/e”. Scrive l’associazione sportiva dilettantistica: “Dopo la chiusura della palestra in via del Lavoro, in seguito all’ordinanza comunale sullo sforamento dei decibel, abbiamo trovato un nuova casa. Una casa che però non potrà che essere temporanea a causa dei costi esorbitanti che ci troviamo ad affrontare. Siamo stati posti davanti a una scelta: chiudere la palestra e fare morire definitivamente l’esperienza della Bolognina boxe oppure assumerci un grande rischio prendendo in affitto un immobile privato. L’affitto del nuovo stabile in via Maserati 5 ammonta a 4.000 euro mensili, ai quali dovremo aggiungere dei lavori di ristrutturazione per fare docce e spogliatoi. Ciò che più ci preoccupa però saranno i costi di gestione, specialmente quelli delle utenze di luce e gas. Siamo nel pieno di una crisi energetica e l’inverno che si prospetta sarà sicuramente pesante per quanto riguarda le spese. Nonostante quasi un anno di trattative con le istituzioni, il dato è chiaro, spazi per lo sport non ce ne sono, come già accaduto due anni fa, ci siamo rimboccati le maniche per trovare una soluzione nel libero mercato degli affitti privati potendo contare solamente su una garanzia emessa dall’amministrazione comunale sintetizzata in una lettera di raccomandazione verso il nuovo locatore. Sorge spontaneo dunque, chiederci se Bologna sia diventata questa: una città in cui non c’è spazio per chi dal basso prova a costruire progetti ed esperienze che fanno bene alla comunità tutta”.

Evidentemente Bologna “è tutt’altro, la vera faccia di questa città- continua la Bolognina Boxe- la vediamo tutti i giorni anche nei quartieri popolari, in San Donato e in Bolognina, una città in cui è ormai impossibile vivere. Una città in cui il diritto all’abitare è messo in discussione, dove un monolocale viene in media 800 euro e una stanza singola, in appartamenti fatiscenti ti costa, se sei fortunato, almeno 500 euro al mese. Una città in cui si costruiscono studentati di lusso. Ci è stato detto che non ci sono spazi pubblici da destinare alle associazioni sportive, è per questo che chiamiamo a raccolta tutte le associazioni e realtà del mondo dello sport che fanno fatica a trovare spazi in questa città per aprire un primo momento di confronto per dialogare insieme e raccogliere proposte e soluzioni concrete. Perchè se una cosa è certa è che la campagna una casa per lo sport popolare non è che appena iniziata. Vi aspettiamo il 30 settembre a Ex Centrale (via di Corticella 129/b) alle ore 19!”.




Fonte: Zic.it