Luglio 14, 2022
Da Infoaut
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La nuova accusa di associazione a delinquere mossa nei nei confronti di compagni e compagne di Askatasuna, impegnat* nelle lotte sociali a Torino ed in Valsusa sta scatenando indignazione e diversi sono gli attestati di solidarietà giunti da tutto il paese. Nel frattempo è stata convocata una conferenza stampa per domani, venerdì 15 luglio alle 11 all’interno del Centro Sociale. Di seguito riportiamo la convocazione della conferenza stampa ed una prima raccolta dei comunicati di solidarietà. Se ce ne è sfuggito qualcuno segnalatecelo pure sui social o alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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CHE COS’E’ DAVVERO L’ASKA? CONFERENZA STAMPA SULLE ACCUSE DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

La macchina del fango di procura e questura gira a pieno ritmo.

Un’inchiesta costruita quasi interamente su pettegolezzi, frasi decontestualizzate e ricostruzioni palesemente falsificate ha portato undici compagni e compagne ad essere accusati di associazione a delinquere.

Per domani, venerdì 15 luglio, lanciamo una conferenza stampa al Centro Sociale Askatasuna alle ore 11. Per chiunque voglia capire meglio cosa sta succedendo e portare la propria solidarietà questa può essere una prima occasione di confronto. Vi aspettiamo!

Primi comunicati:

Vergognosa intimidazione a danno de* compagn* di Aska47 – Csa Murazzi.

La criminalizzazione degli spazi inflitto da parte della magistratura inquirente e giudicante è un precedente pericoloso, che sminuisce pratiche e storie complesse e articolate e che appiattisce, ancora una volta, il dibattito tra buoni e cattivi, tra legalità e illegalità.

Solidarietà e complicità, la repressione non passerà!

Manituana – Laboratorio Culturale Autogestito

Nuova accusa, vecchia repressione.

Cosa gli fa così paura?

Ancora una volta l’ipertrofica macchina repressiva statale ha mosso i suoi ingranaggi locali, anch’essi smisuratamente allenati, per attaccare un’esperienza di Lotta e Autogestione cittadina.

Per farlo è stato come sempre necessario riscrivere la storia, mortificarla, svilirla, nasconderla sotto una coltre di fango.

Per farlo è necessario imporre il silenzio mettendo sotto chiave compagni e compagne, che sia con il più infame degli strumenti, ovvero il carcere o sia per mezzo di misure cautelari alternative.

Non è possibile cancellare la pluridecennale storia di Askatasuna e i suoi percorsi politici, solidali e culturali, derubricarando quest’esperienza a una banale associazione a delinquere.

Restiamo al fianco dei compagni e delle compagne di Aska, contro quel potere che cerca di schiacciare o assorbire quegli spazi di autonomia popolare rappresentati dai Centri Sociali.

Torniamo quindi alla domanda iniziale.

Cosa gli fa paura?

Gli fa paura la libertà.

L3 compagn3 del CSOA Gabrio – Zona San Paolo Antirazzista

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CONTRO OGNI MISURA DI SOFFOCAMENTO PER CHI ESPRIME DISSENSO, ROMPIAMO LE CATENE DELLA REPRESSIONE

Negli ultimi mesi a Torino abbiamo assistito a misure repressive da parte della questura sempre più frequenti. Dal 28 gennaio, dove gli studenti sono stati bloccati in piazza Arbarello dalla polizia impedendo al corteo di partire, caricando poi gli studenti scesi in piazza contro i percorsi di PCTO dopo la morte di Lorenzo.

Oppure il 18 febbraio, dove la polizia durante la seconda data di manifestazione studentesca dopo la morte di un altro studente, Giuseppe, durante il percorso di alternanza ha risposto con pesanti cariche davanti alla sede di Confindustria, che dopo 5 mesi hanno avuto come effetto misure repressive nei confronti di 11 studenti di cui 3 in carcere, 3 ai domiciliari, 4 con obbligo di firma.

Tuttavia il fenomeno della repressione per chi lotta non si palesa solo durante i momenti di piazza studenteschi, ma anche in contesti cittadini: ricordiamo infatti le risposte violente delle forze dell’ordine alla manifestazione del 1 maggio contro guerra e carovita, e ancora poco meno di una settimana dopo, il 6 maggio, durante un corteo antifascista nel quartire Barriera di Milano, dove i caschi blu arrivano a lanciare oggetti contro i manifestanti.

Non cessa nemmeno l’accanimento della questura contro il movimento No Tav, una repressione dilagante negli ultimi anni che ha portato all’arresto di centinaia di attivisti ma che è sintomo di un fenomeno più sistemico: dopo tutte le riforme antipopolari con cui hanno cercato di gestire le crisi degli ultimi anni, l’unica arma che resta alle classi dominanti per risolvere la situazione è la repressione.Così come ne sono esempio le tre condanne arrivate oggi per le manifestazioni a seguito dell’assassinio di Abd El Salam, delegato USB della logistica nella GLS di Piacenza.

Veniamo infine a conoscenza che in questi giorni, la magistratura di Torino dopo indagini che vanno avanti dal 2009 a oggi, ha portato avanti il castello accusatorio nei confronti del Centro Sociale Askatasuna, trasformando la precedente accusa di associazione sovversiva, caduta poi in riesame a causa dell’assurdità della tesi portata avanti dalla magistratura, all’accusa di associazione a delinquere. Un fatto gravissimo che mostra tutta l’ostinazione da parte della Questura e della Magistratura di Torino a punire, con accuse sempre più assurde, chi promuove la lotta contro le ingiustizie.

Un ennesimo provvedimento che deve indirizzarci non solo verso un’analisi specifica (la questura di Torino è la stessa che assolve uno strupatore ma si preoccupa di rispondere violentemente a chi lotta) ma anche sistemica della questione, che ci fa intendere che ancora una volta la risposta delle istituzioni alle nostre rivendicazioni sono le operazioni repressive di soffocamento del dissenso, l’unico modo per evitare la ribellione verso le classi dominanti e per impedire, attraverso un regime di paura, ai militanti in attività e a coloro che vorrebbero dedicarsi all’attività politica, di cominciare un percorso politico diverso dai movimenti studenteschi riformisti e moderati.

Ancora una volta affermiamo solidarietà verso chi lotta portando un’alternativa di conflitto reale in questo paese e non faremo un passo indietro continuando a rimanere ai nostri posti.

Cambiare Rotta Torino

Il Tribunale del riesame di Torino ha accolto parzialmente un ricorso della Procura per cui 11 membri del centro sociale Askatasuna formerebbero un’associazione a delinquere.

Si tratta dell’ennesimo tentativo di criminalizzare chi lotta contro l’attuale sistema, come confermano i provvedimenti nei confronti del movimento studentesco torinese, del movimento No TAV, dei sindacalisti SI Cobas a Piacenza, del Movimento Disoccupati 7 Novembre di Napoli, del movimento No MUOS in Sicilia.

La repressione si fa sempre più dura nel momento in cui il Governo Draghi vuole accelerare il processo di ristrutturazione di sistema, portando avanti una narrazione in cui non c’è spazio per il conflitto sociale, le morti sul lavoro, il carovita, l’opposizione ai piani dell’imperialismo euro-atlantico.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al Centro Sociale Askatasuna. Rispondiamo alla stretta securitaria con l’organizzazione e la lotta. Spezziamo la repressione.

Fronte della Gioventù Comunista

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AL FIANCO DI CHI LOTTA

Apprendiamo che a Torino i PM hanno condotto un ricorso che ha avuto come risultato l’assurda trasformazione da associazione sovversiva ad associazione a delinquere ai danni dei compagni/e di Askatasuna: ennesima carognata del Tribunale di Torino.

Gli stessi compagni/e non possono ancora entrare nel merito non avendo avuto la possibilità di leggere tutti gli atti.

L’escalation repressiva è direttamente proporzionale all’acuirsi della crisi e dei costi sociali conseguenti.

Disponibili a qualsiasi iniziativa che si riterrà necessaria.

Solidarietà a tutti i compagni e le compagne!

SI Cobas Lavoratori Autorganizzati

GIÙ LE MANI DA CHI LOTTA!!!

Giù le mani dall’Askatasuna!

Apprendiamo dai giornali che a Torino i PM hanno condotto un ricorso che ha avuto come risultato la trasformazione da associazione sovversiva ad associazione a delinquere ai danni dei compagni/e di Askatasuna.

Continuano le inchieste giudiziarie ai danni di chi lotta. La repressione colpirà con sempre maggiore violenza all’aumentare della crisi e delle conseguenze della guerra sulla vita di milioni di sfruttati e sfruttate.

Non dobbiamo farci intimidire!

Solidarietà ai compagni e alle compagne.

L’unica associazione a delinquere: Stato e padroni!!!

Laboratorio Politico Iskra

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Fonte: Infoaut.org