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MARTEDI’ 12 APRILE’022 alle 18,30

Assemblea pubblica lanciata da Non Una di Meno Bologna: a Vag61 un momento di confronto sulla guerra utile, per noi, a moltiplicare le occasioni di riflessione e discussione anche in vista del 25 aprile, giornata in cui il messaggio “Contro la loro guerra, al fianco dei popoli oppressi” sarà al centro della grande manifestazione antifascista che partirà alle 10 da piazza dell’Unità.

Vag61 – Spazio libero autogestito

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L’appello di Non Una Di Meno Bologna:

A più di un mese dall’invasione della Russia in Ucraina la violenza patriarcale della guerra si sta mostrando in tutti i suoi effetti più atroci, sta incrementando tutte le oppressioni contro cui abbiamo lottato finora e sta promuovendo una retorica nazionalista e patriottica per sostenere le bombe e la corsa agli armamenti. Assistiamo all’aumento della violenza contro le donne che vengono stuprate dai soldati, contro bambini e anziani, e contro le donne trans che vengono bloccate al confine perché il loro genere non è conforme a quello sul passaporto così come assistiamo all’aumento della violenza contro chiunque si oppone a questa guerra.

Per questo pensiamo sia necessaria una presa di posizione femminista e transfemminista in grado di tenere conto della complessità della situazione che abbiamo di fronte e che mostri gli effetti differenziati della violenza patriarcale che questa guerra sta producendo. Da una parte assistiamo alla riaffermazione di rigidi ruoli di genere che impongono agli uomini di combattere, alle donne di fuggire e non riconosce l’esistenza di persone LGBTIAQ+. Dall’altra vediamo una retorica sulla difesa dei sedicenti valori occidentali progressisti che favorisce una corsa al riarmo di vari Stati Europei e non.

Non possiamo stare in silenzio di fronte alla violenza più brutale della guerra, di fronte alle conseguenze che vivono le persone più colpite dalle sanzioni economiche in Russia e dalla repressione che vuole silenziare la loro opposizione. Nè tanto meno di fronte a un’Europa che si dichiara benevola verso le profughe ucraine, mentre si prepara a sfruttarle nei lavori domestici e di cura e mentre continua a produrre gerarchie nell’accoglienza dei migranti neri.

In questa assemblea vorremmo riflettere collettivamente su cosa significa avere una lettura attuale femminista e transfemminista delle guerre.

Come questa guerra impatta sulle oppressioni contro cui abbiamo lottato finora come la violenza maschile contro le donne, la riaffermazione dei ruoli e delle gerarchie di genere, la divisione sessuale del lavoro, il razzismo, la gestione neoliberale dei fondi del pnrr?

Che vuol dire prendere posizione contro questa guerra da una prospettiva femminista e transfemminista, in connessione transnazionale con chi sta rifiutando questa guerra? Perché è necessario?

All’assemblea sarà presente anche Sopiko Japaridze, compagna georgiana dell’assemblea permanente contro la guerra del Transnational Social Strike.





Fonte: Vag61.noblogs.org