Gennaio 23, 2023
Da Inferno Urbano
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CHE LA PAURA CAMBI DI CAMPO

La notte di giovedì 12 gennaio abbiamo organizzato, e portato a termine, un’imboscata contro i poliziotti del gruppo DIAS (unità motociclistica) nella zona di Zografou. Il modo in cui è stata organizzata l’imboscata, e l’intensità dell’attacco che abbiamo portato avanti, hanno portato al grave ferimento di un poliziotto e alla totale distruzione della sua moto (l’unica ad essere arrivata sul posto). L’elevata potenza di fuoco utilizzata è stata proporzionale all’impunità di questo gruppo, colpevole dell’assassinio di due ragazzi rom negli ultimi sedici mesi, e decine di episodi di ”arbitrarietà poliziesca”. La nostra è stata una decisa risposta al crescendo di repressione poliziesca orchestrato dal governo di Nuova Democrazia, che ha dato alle forze di polizia libero sfogo nell’eseguire pestaggi, torture e omicidi a sangue freddo, certi che nessuno di loro sarà mai punito e che i loro crimini saranno coperti dalle bugie dei giornalisti, dall’impunità del sistema giudiziario borghese e dalla copertura della leadership politica.

Vogliamo dire una cosa ai poliziotti ed ai loro superiori: per la violenza sfrenata che avete usato, vi puniremo con le nostre stesse mani. Le grida di disperazione dei vostri colleghi sono la prova della vostra debolezza di fronte alle forze organizzate della violenza rivoluzionaria. Panico, dolore, paura, insicurezza, queste sono le emozioni che vi abbiamo voluto offrire durante l’imboscata. Traete le vostre conclusioni, perché il vostro senso di onnipotenza è finito di colpo in un vicolo cieco a Zografou. Con questa azione vogliamo far passare il messaggio che con l’organizzazione, la pianificazione e la disciplina possiamo colpire le forze della repressione causando paura e costi materiali sia alla materia animata che a quella inanimata.

La dottrina “della legge e dell’ordine”, che il governo di Nuova Democraziaa ha applicato fin da subito, ha lasciato dietro di sé morti, feriti, torture e stupri. La costante impunità dei poliziotti non è un fatto accidentale, ma la vera essenza di questa dottrina. L’ultimo anello di un’enorme catena di incidenti è l’esecuzione a sangue freddo del sedicenne rom Kostas Fragoulis, perché aveva “osato” non pagare 20 euro di benzina.

Lo Stato sta inviando ai suoi scagnozzi il seguente messaggio in ogni modo possibile: siete liberi di giustiziare civili disarmati, picchiare chiunque vogliate, torturare e stuprare all’interno delle stazioni di polizia; alle vostra spalle c’è un meccanismo che garantisce la vostra totale impunità. Questo messaggio è stato recepito dalle forze di polizia, la cui mancanza di morale ha superato ogni limite. La domanda è quando toccherà anche a noi. Attaccare i porci della polizia in questo momento è una questione essenziale per la lotta stessa. Se la paura che seminano vince, saremo sconfitti per sempre. Se la paura cambierà di campo, allora diventeremo i loro cacciatori.

I pupazzi che fanno parte della polizia greca non sono invulnerabili: hanno famiglie, case, veicoli, hanno degli hobby. Quello che manca è la volontà di rintracciarli e di organizzare un atto di vendetta contro di loro. Perché questo è l’unico modo per rompere con la cultura della decadenza in cui le responsabilità, i costi personali, le conseguenze, sono sepolti sotto parole vuote, attivismo inefficace, frivolezza accademica. La guerra rivoluzionaria non è uno spettacolo teatrale, né sopravvive nella miseria dei cicli di inazione. Piuttosto, come processo vivente, si svilupperà nelle tensioni, nelle passioni, nell’inverso degli istinti che la società capitalista coltiva in noi. Si svilupperà quando il pensiero politico assumerà una posizione critica, vedrà il mondo intorno a sé con occhi limpidi, romperà gli occhiali dell’ideologia che offuscano la sua visione. Quando si renderà conto della sua reale portata, e si muoverà con i passi che la sua base gli consentirà, si rafforzerà nella pratica rivoluzionaria.

Gli episodi di repressione poliziesca sono sotto gli occhi di tutti, chiunque sia interessato li osservi e prenda posizione. Da parte nostra, con le nostre forze limitate, abbiamo chiarito che nessun omicidio di Stato resterà senza risposta. Che il tentativo di annientare qualsiasi forma di resistenza, la futilità e il radicamento della paura nelle nostre anime e nelle nostre menti non diventeranno realtà. Compagni, attenzione, attaccate sempre la dottrina della legge e dell’ordine, soprattutto ora che stiamo entrando in un periodo elettorale, queste azioni servono a moltiplicare il nostro slancio politico e servono a decostruire una delle principali agende del governo. Pianificando gli attacchi, con convinzione e determinazione, le nostre azioni saranno il nostro miglior testimone.

Forza e solidarietà all’anarchico Alfredo Cospito, in sciopero della fame, che lotta contro la tortura del regime di isolamento del 41 bis.

Forza al membro prigioniero dell’organizzazione Azione Anarchica, Thanos Chatziangelou.

Solidarietà a tutti i prigionieri politici nel mondo.

Solidarietà alle lotte dei prigionieri contro il nuovo codice penale.

Cellula di Vendetta “Kostas Fragoulis”

Fonte: athens.indymedia.org

Traduzione: Inferno Urbano




Fonte: Infernourbano.altervista.org