Ottobre 30, 2022
Da Inferno Urbano
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Come Cellule di Azione Diretta ci assumiamo la responsabilità dell’attacco incendiario contro la casa dello stupratore di bambini e membro del partito di Nuova Democrazia Elias Michos, e della sua ex moglie Elizabeth Lekka. Nelle prime ore del mattino del 23/10, abbiamo piazzato un ordigno incendiario/esplosivo a bassa potenza all’ingresso del loro appartamento nella zona di Attica.

POLIZIA – GIUSTIZIA – GOVERNO – MEDIA

Un giro ben organizzato che promuove e offre copertura a stupratori, violentatori di bambini, assassini e torturatori – La punta di diamante della mafia della capitale nazionale

“Questa è la prassi che possa piacere oppure no” – Demostene Pakos (“sindacalista” della polizia)

Per coloro che ancora si ostinano a non capire il sostegno e la copertura sistemica di cui godono gli attacchi della polizia e dei fascisti, per coloro che ancora si ostinano a credere che la magistratura sia neutrale e indipendente dall’élite borghese nazionale e dall’intero meccanismo di consolidamento e monopolizzazione della violenza che essa pratica, per coloro che non sono stati soddisfatti dell’assoluzione dello stupratore di bambini di Nuova Democrazia, Nikos Georgiadis, il “trattamento speciale” riservato al boss mafioso Menios Fourthiotis, ma anche la piena liberazione sulla parola di Petros Lefkowitz di Nuova Democrazia per gli stupri seriali di cui è stata vittima la figlia di 11 anni, vorremmo elencare solo alcuni dei casi recenti in cui è stata dimostrata la piena complicità del sistema giudiziario civile con la feccia che ha distrutto delle vite umane. Sono fatti già noti, ci limitiamo ad elencarli in forma sintetica, in modo che tutti voi possiate capire che lo STATO E IL CAPITALISMO, VIOLENTANO E UCCIDONO, che la loro stessa natura è lo sfruttamento, la barbarie, la svalutazione delle vite e l’imposizione del terrore, e che ogni aspetto della vita politica e sociale è determinato da classi e valori. È un SISTEMA PER PRODURRE TERRORE, VIOLENZA E MORTE, con i relativi meccanismi di gestione della comunicazione e riciclaggio.

– Due anni fa, dopo un corteo in solidarietà con gli arrestati durante la marcia contro l’incendio dei rifiuti da parte delle società Lafarge / AGET a Volos, avvenuta il giorno prima, il compagno Vassilis Maggos viene arrestato. Portato alla più vicina stazione di polizia viene torturato e, dopo aver dato sfogo e poi coperto i loro appetiti violenti, il corpo di Vassilis viene buttato in strada. I colpi inferti sono fatali per il compagno, che esala l’ultimo respiro il 13/7/2020. Questo omicidio di Stato è ancora oggi coperto dall’apparato giudiziario, poiché solo tre dei poliziotti coinvolti nel pestaggio sono stati incriminati, e per il semplice reato di “gravi lesioni personali”. I nomi degli indagati non sono mai stati fatti e ora che il caso è in fase di giudizio, le “forze della legge e dell’ordine” stanno commettendo violenze contro le persone solidali riunitesi presso il tribunale di Volos.

– L’estate scorsa è venuto alla luce il clamoroso caso della prostituzione e dello stupro di una minorenne da parte del padre e di un poliziotto della stazione di polizia di Ilioupolis, con la brutale consapevolezza e la piena copertura da parte degli altri agenti dello stesso dipartimento. I protettori e gli stupratori circolano ancora tra di noi, il caso è stato insabbiato più e più volte, fino alla prossima volta e a quella successiva, quando verremo a sapere di un nuovo giro di traffico e stupro (di minori) che coinvolge poliziotti e famiglie “illustri”.

– Un anno fa, il 22/10/2021, i poliziotti giustiziarono per motivi razziali Nikos Sampanis a Perama, freddandolo con 36 proiettili dopo un inseguimento in auto, sfidando gli ordini della centrale operativa di non inseguire il veicolo rubato. I poliziotti hanno dichiarato di essersi “difesi”, il che è stato ovviamente smentito dai filmati e dai testimoni oculari. Il seguito lo potete immaginare. Poco dopo tutti e sette i poliziotti sono stati assolti, sono tornati al lavoro come se niente fosse e camminano tra di noi.

– Quest’estate, il 28/6/2022, Epaminondas Korkoneas, il poliziotto che giustiziò a sangue freddo lo studente anarchico Alexandros Grigoropoulos, in quel sanguinoso 6 dicembre del 2008, è uscito di prigione. Korkoneas ha goduto delle attenuanti semplicemente perché è un appartenente alle forze dell’ordine e, dopo aver scontato il suo breve periodo nelle carceri greche, ora cammina tra di noi. Poco dopo è stato rilasciato anche il suo complice, Vasilios Saraliotis, che è stato reintegrato nelle forze di polizia e ha persino ricevuto un risarcimento per il salario perso.

– Il 1/7/2022 lo stupratore e abusatore seriale Petros Filippidis è stato rilasciato dopo essere stato ricoverato in ospedale per un “leggero episodio ischemico” e dopo aver pagato una cauzione di 20.000 euro. Ora cammina normalmente tra di noi.

– Il 4/7/2022 Athanasios Hortarias, l’agente immobiliare che torturò e uccise Zack Kostopoulos /Zackie Oh! nella gioielleria di Gladstonos il 21/9/2018, è stato rilasciato. Sembra che abbia scontato la sua pena per “gravi lesioni personali”, quindi ora è libero di camminare tra di noi. Al gioielliere-assassino Spyridon Dimopoulos vennero dati gli arresti domiciliari, mentre la Commissione Disciplinare di Polizia ha dato piena assoluzione ai quattro poliziotti che ammanettarono, pestarono e misero a tacere Zack.

– Sempre il 4/7/2022, i Leventis vengono assolti per lo stupro di gruppo di Georgia Bika in un hotel di Salonicco, su proposta del procuratore Kyriaki Kliabas, nonostante tutte le prove dimostrino la loro colpevolezza. Non siamo sorpresi visto che i Leventis sono rampolli della nota famiglia che possiede la maggior parte del capitale azionario della multinazionale Coca Cola 3E. Ora camminano tra di noi.

– Il 13/7/2022 Dimitris Lignadis (altrimenti chiamato “ragazzo triste”) è stato assolto dall’accusa di aver compiuto due stupri, per il quale in precedenza era stato giudicato colpevole. Per altri due stupri è stato invece condannato a 12 anni di reclusione con la condizionale. Dopo aver pagato una cauzione di 30.000 euro, a mezzogiorno del 14/7, Dimitris Lignadis è stato rilasciato dal carcere e ora cammina tra di noi.

– ll 14/7/2022 sono stati rilasciati Aristides Kokkinos e Nikolaos Soutoglou, i due poliziotti condannati per le torture inflitte a Christos Chronopoulos nella stazione di polizia di Kallithea nel 2007. Lo avevano picchiato così ferocemente da causargli un’invalidità fisica totale e permanente. Naturalmente, anche loro hanno goduto delle circostanze attenuanti, essendo agenti delle forze dell’ordine, e per la successiva “buona condotta”, per cui ora camminano normalmente tra di noi.

– Il 29/7/2022 Christos Sergiopoulos, il fascista che nel gennaio 2013 uccise senza motivo l’operaio pakistano Shahzat Loukman a Petralona, mentre si recava al lavoro, è stato rilasciato dopo aver scontato una pena di 6 anni e 4 mesi di carcere. Ora cammina tra di noi.

– In questi giorni assistiamo al trattamento di favore riservato ai due subumani della DIAS che hanno stuprato in gruppo una ragazza diciannovenne nel commissariato di Omonia, che godranno del pieno sostegno e della copertura, anche se saranno condannati, da parte dello Stato poiché “il carico di lavoro al commissariato di Omonia è pesante, ed è logico che i bambini abbiano diritto a divertirsi un po’”. I due furfanti sono liberi con la condizionale, i loro nomi non sono stati resi noti e l’intera folla mediatica è pronta ad assolverli e a insabbiare il caso, proprio come nel caso della stazione di polizia di Ilioupolis. Noi non dimentichiamo. Non possiamo dimenticare nessuna delle orribili scene di umiliazione causate dalla feccia della stazione di polizia di Omonia. La storia è scritta e prima o poi il conto sarà pagato.

La giustizia non è né imparziale né cieca

È DI CLASSE

L’elenco potrebbe continuare all’infinito, le espressioni di violenza sistemica e gli episodi di insabbiamento sono innumerevoli. Molti di essi potrebbero non venire mai alla luce. Ma, come visto negli esempi appena citati, vogliamo dimostrare che il sistema statale-capitalista è assolutamente intrecciato e dipendente dai suoi meccanismi legali e repressivi. È un complesso di potere che dà la sensazione di impunità e di assoluta libertà a ogni poliziotto, a ogni fascista e a ogni “eminente, pacifico e rispettabile cittadino” di compiere apertamente i propri oltraggi, ed è proprio questo che vuole perpetuare. Quanto prima capiremo che questa feccia è carne e sangue del sistema di classe sfruttatore che ci sta derubando della vita e della dignità, tanto prima capiremo che solo un movimento rivoluzionario-radicale organizzato può fare da barriera a questi oltraggi, solo la resilienza del popolo insurrezionale può incutere terrore alla feccia del regime democratico-borghese e avvicinarci al superamento della società di classe, del patriarcato e della brutalità onnipresente.

È tempo di organizzazione e di azione

Come abbiamo detto decine di volte negli ultimi anni, i nostri nemici non sono un complesso astratto di relazioni e significati. Sono persone reali, si muovono nel mondo reale, hanno case, automobili e sono fatti di carne ed ossa proprio come noi. L’unica cosa che ci separa da una visita che manderà in frantumi il loro senso di onnipotenza è il tempo che ci stiamo prendendo per documentarci su di loro, e una maggiore determinazione e volontà di conquistare la dignità e il potere materiale di un movimento davvero pericoloso e con un potenziale reale di rovesciamento del regime capitalista e della sua sovrastruttura culturale.

Stupri seriali, prostituzione, torture, sfruttamento economico di una bambina di 12 anni, presa di mira dai media appostati fuori dalla sua casa, disorientando l’opinione pubblica con il tentativo di mettere al centro dell’attenzione la madre come principale responsabile degli orrori che la bambina stava vivendo: Dimostrano il filo della tradizione della borghesia domestica e dei suoi opportunisti di destra, dai tempi in cui i khitani stupravano, torturavano e giustiziavano i poveri e i resistenti, e quando i mercanti neri speculavano sulla povertà e sulla miseria della guerra, con l’arroganza e la prepotenza di un senso di eterna impunità e onnipotenza. Essi dimostrano i valori e l’essenza più profonda di questi rettili antropomorfi che, dietro la facciata della dottrina della “Legge e dell’Ordine” e del “Patria-Religione-Famiglia”, nascondono i loro oscuri appetiti e il modo in cui realmente vedono il mondo che li circonda, ossia come un campo di brutale imposizione, sfruttamento, dissanguamento e dissoluzione.

L’”illustre” Elias Michos di Panagiotis, proprietario del negozio “OIKO-EPILOGES MICHOS” a Kolonos, è immerso nella palude della destra interna, con centinaia di migliaia di euro in contratti diretti per forniture di prodotti ai vari ministri che si sono succeduti sotto i governi della ND per decenni. Inoltre, fino a poco tempo fa, era un membro di spicco dell’organizzazione locale della ND a Kolonos. Organizzava comizi elettorali a casa sua, mentre si faceva regolarmente fotografare con poliziotti, sacerdoti e personaggi politici della destra, da Samaras a Plevris, da Patoulis a Papanikos. Religioso, nazionalista, padre di famiglia, copriva bene il marcio e la vergogna che nascondeva dentro di sé, mentre metteva in piedi un circuito ben organizzato con i membri del “fiero e illustre” corpo nazionale, garantendo così la loro apparente immunità nello stuprare in modo lascivo e seriale il corpo e l’anima di una bambina di 12 anni, e chissà quanti altri.

Ma anche la moglie, Elizabeth Lekka, è una “illustre, simpaticissima signora” (come l’ha definita il televangelista Balaskas), fedele ai valori di “Patria-Religione-Famiglia”. È membro del partito municipale “Athina Psila” del sindaco Kostas Bakoyannis, nominata consigliere distrettuale nella quarta comunità municipale di Atene, ma anche membro del consiglio di amministrazione della scuola materna comunale. Ha cercato di corrompere la madre della 12enne per non esporre pubblicamente e irrimediabilmente la sua invidiabile famiglia. Mentre accelerava le procedure di divorzio con Michos (con il quale, sostiene, era separata da tempo e semplicemente conviveva), pochi giorni prima che scoppiasse lo scandalo, e mentre sapeva già cosa sarebbe successo.

Mettiamo fine alla vittimizzazione

Non ci aspettiamo nessuna soluzione dalla giustizia civile, nessun nome tra i 213 della lista, nessuna condanna di poliziotti, politici, stupratori o giudici. Sono tutti figli loro, sono un circolo organizzato, una cricca mafiosa che cerca il nostro definitivo giro di vite e che ricicla e sostiene completamente la spazzatura a piede libero. È ora di mettere nel mirino anche loro, di rispondere ai loro colpi, di dimostrare che sono piccoli uomini vulnerabili con un solo scopo nella vita, quello di superare la loro umiliazione e la loro personalità viscida, opprimendo e distruggendo la vita di persone che sono oggettivamente in una posizione più vulnerabile e più debole della loro.

Abbiamo esaurito gli esempi di arbitrio statale. Di quanti altri ne abbiamo bisogno? Non capiamo che la feccia che insanguina marce e raduni, che umilia e tortura le persone nei commissariati, che si nasconde dietro discorsi d’odio fascisti ed ecclesiastici, ha una psiche talmente oscura da essere capace di tutto? Non capiamo che quando una persona fonda la propria esistenza sull’imposizione bruta e sul degrado degli altri, è una conseguenza naturale praticare ogni tipo e livello di violenza, rendendola strutturale e sistematica? Le scuse sono esaurite. È ormai evidente che siamo governati da una mafia senza pudore, che non esita a calpestare qualsiasi “decenza civica” pur di ottenere benzina per gli scandali che scoppiano a ripetizione (intercettazioni di avversari politici, cartelli del narcotraffico, giri di traffico e stupri di bambini, incarichi diretti, fedine penali e tanto altro). Non ci resta che stare in piedi e affrontare questa mafia a testa alta, affermando che NON È LA FINE DELLA STORIA, SIAMO ANCORA QUI, non come vittime, non con grida disperate e fuochi d’artificio, non come sconfitti e con le spalle al muro, ma come forza storica attiva che lotta con tutti i mezzi per rovesciarla.

Peripatetismo, grida inarticolate e vittimismo sono il marchio di fabbrica dei pappagalli umiliati dell’apparato statale. Telespettatori logori come Stavros Balaskas e Vassilis Doumas, sotto l’ala di lapidari demagoghi, ci mostrano ogni giorno, in ogni occasione possibile, come un uomo che vuole vivere la sua vita libero e a testa alta dovrebbe evitare di diventare così.

Per quanto riguarda gli stupratori della bambina di Sepolia, ma anche tutti gli aspiranti stupratori che ovviamente “non ne conoscevano l’età”, che sono “onesti padri di famiglia e rispettabili cittadini”, “illustri”, come Balaskas chiamava la feccia di Michos: Prima o poi conosceremo i vostri nomi uno ad uno. Ogni Ioannis Sofianides, Anastasios Lazaridis, Nikolaos Kontaris e Efthimios Clothakis perderà il sonno. Perché qui fuori ci sono persone che non hanno nessuna speranza e nessuna aspettativa sui favori che la giustizia borghese concederà loro. La nostra unica speranza e la nostra unica aspettativa è la lotta militante e radicale che porterà il terrore nelle loro case, che farà cambiare faccia alla paura, in modo che la prospettiva rivoluzionaria e la dignità ribelle possano fiorire.

SIAMO IN GUERRA

Più tempo impieghiamo a prendere una posizione attiva, più a lungo questa guerra continuerà a essere condotta in modo unilaterale, senza un avversario. Lo stupro dei bambini, lo stupro delle donne, la tortura, il femminicidio, gli omicidi fascisti e paramilitari, sono tutti prodotti di un sistema sociale che ci aliena, ci allontana dalla solidarietà e dall’empatia per i nostri simili, ci rende macchine senza volto per la produzione e il consumo di prodotti, componenti insensibili e senza vita della megamacchina capitalista, che non capiscono o non si preoccupano di ciò che accade a coloro che li circondano, che non vedono quella nube di miseria e distruzione che ricopre il mondo da un capo all’altro. Recuperando la nostra umanità e la nostra tenerezza, capiremo più a fondo i meccanismi che sistematizzano la violenza e la rendono monopolio della classe dominante, ma anche i meccanismi che ci rendono cannibali, che ci fanno desiderare di trovare i più deboli e di imporci su di loro.

La guerra sociale è in corso e il contributo di un movimento che voglia definirsi sovversivo e rivoluzionario deve essere sostanziale e multilivello. È necessario costruire strutture e relazioni umane che presentino il nostro divario di valore rispetto al mondo capitalista. Dimostrare che è possibile non relazionarsi con le persone sulla base della competizione, del sospetto, per non parlare dell’imposizione e dell’oppressione. Contro il mondo del marciume e dell’orrore organizzato, c’è un altro mondo, quello della solidarietà, dell’empatia e del rispetto reciproco, che deve custodire i suoi ideali, organizzarsi e sanguinare per essi e tenere gli occhi fissi sul cielo dello sradicamento definitivo del capitalismo e della sua costruzione sociale dalla storia.

Per rafforzare le formazioni militanti di oggi

10, 100, 1000 CELLULE DI AZIONE DIRETTA

Solidarietà agli 11 militanti comunisti turchi imprigionati negli inferni greci e in sciopero della fame dal 7/10, che chiedono un processo equo e la fine del regime di eccezione contro di loro.

Solidarietà al compagno anarchico Alfredo Cospito, che il 20/10 ha iniziato uno sciopero della fame nelle carceri italiane per porre fine al regime di vendetta del 41 bis impostogli dal 5/5/2022. Solidarietà anche al compagno anarchico Juan Sorroche che ha iniziato lo sciopero della fame il 25/10, schierandosi attivamente al fianco di Alfredo Cospito.

Inviamo la nostra piena solidarietà ai quattro compagni incarcerati per il caso dell’attentato incendiario alla polizia stradale del Pireo avvenuto il 14/11/2021.

Sempre al fianco dei compagni incarcerati in ogni angolo del mondo – SOLIDARIETÀ PRATICA INTERNAZIONALISTA

Cellule di azione diretta

Fonte: athens.indymedia.org via darknights.noblogs.org

Traduzione: Inferno Urbano




Fonte: Infernourbano.altervista.org