211 visualizzazioni

“In moltə erano costrettə a seguire stando per terra o sulla porta”, riferisce il Cua, mentre al 36 “grazie alla pressione di studentesse e studenti sono finalmente riaperte le porte del cortile definitivamente”.

28 Settembre 2022 – 18:13

“Oggi al 38 di via Zamboni, studentesse e studenti, insieme al prof, hanno interrotto una lezione perché il numero di persone presenti superava la disponibilità di capienza dell’ aula. In moltə erano costrettə a seguire stando per terra o sulla porta”, riferisce il Cua. “Tutto questo è inaccettabile, come lo è che, con tutte le tasse che si è costrettə a pagare, non si riesca a trovare alloggio o che gli spazi di socialità delle biblioteche vengano tenuti chiusi (ma riaperti dalle studentesse) o che, appunto, non vengano date possibilità per seguire le lezioni – visto che la didattica a distanza è stata eliminata e i corsi sono ancora dello stesso numero nonostante le numerose iscrizioni alle facoltà”, continua il collettivo: “Per questo lə studentə esasperate sono poi andatelə a rendere conto della situazione in rettorato e pretendere delle soluzioni. L’università deve farsi carico delle sue responsabilità, ma le risposte che sono arrivate dal rettorato sono state, come sempre, evasive e piene di promesse, ma le parole non bastano. È fondamentale portare avanti pratiche come quella di oggi e continuare a bussare alle porte di chi dovrebbe garantirci una vita bella ogni volta fino a quando non si otterrà un cambiamento reale”.

Per questi motivi, “sta girando questo messaggio per continuare a bloccare le lezioni dove necessario”, scrive ancora il Cua: “Ciao a tuttə, oggi abbiamo, insieme al prof di antropologia filosofica, dovuto sospendere la lezione perché l’insufficiente capienza dell’aula ha reso esasperante per moltə il fatto di rinunciare all’ennesima lezione. Siamo uscitə e insieme siamo statə in rettorato. Questa pratica se resa diffusa può creare le condizioni di pressione affinché il problema venga gestito nella sua strutturalità. Ogni volta che in una lezione si presentano tali condizioni segnaliamolo su gruppi etc, raduniamoci e andiamo a rendere conto a chi di dovere. Basta scuse”.

Sempre il Cua, infine, ha diffuso il seguente aggiornamento sulla riapertura del cortile del 36: dopo averlo di nuovo trovato chiuso stamattina,”un gruppo di studentesse ha ribadito ai responsabili delle strutture Unibo che l’apertura di ieri sera non era temporanea ma vi è la volontà di attraversare in maniera permanente questi spazi. Nonostante l’università avesse giustificato la chiusura del cortile per impedire, a detta loro, che ‘chiunque’ potesse entrarvi, grazie alla pressione di studentesse e studenti sono finalmente riaperte le porte del cortile definitivamente! Perché siamo tuttə chiunque, non sono le tasse che paghiamo per le rette a definirci, vogliamo che gli spazi che attraversiamo possano essere vissuti da tuttə, perché questo vuol dire abitare la città. Per questo, per altro e per tutto siamo pronte a farci spazio e riprenderci tutto quello che ci spetta, che siano case, aule, strade o luoghi di socialità!”.




Fonte: Zic.it