98 visualizzazioni

La triste e al tempo stesso grottesca immagine di piazza Unità completamente blindata da centinaia di forze del disordine e decine di camionette martedì scorso ha reso chiaro il punto di paranoia securitaria a cui sono arrivate le istituzioni locali. Se infatti, da mesi, in tutta Italia vi sono restrizioni alla libertà di manifestare (precedente grave e che nulla ha a che fare con la lotta alla pandemia), in nessuna città si è arrivati al punto di proibire di fatto tutte le manifestazioni dal e nel centro città come a Trieste. Non solo l’ordinanza ha vietato qualsiasi tipo di iniziativa in quasi tutte le piazze e vie principali, ma sappiamo che la Questura ha ulteriormente esteso questo divieto a suo piacimento vietando presidi anche in luoghi fuori dall’ordinanza. La china è pericolosa e va denunciata senza esitazioni. Pochissime voci si sono alzate in questi mesi contro questa deriva repressiva. Qui non si tratta di essere contro o a favore del movimento Nogreenpass: si tratta della possibilità di manifestare nella nostra città. Se infatti, per esempio, si volesse fare una qualsiasi iniziativa in centro contro l’ovovia o contro l’osceno taglio dei distretti sanitari non si potrebbe farla, salvo essere relegati in largo Barriera, ormai diventata la “piazza sfogatoio” concessa dalla Questura. Questo non può essere accettato, e non può essere tanto meno ridotto ad un braccio di ferro fra i Nogreenpass e le istituzioni, quasi fosse una questione che riguarda solo alcuni.

La libertà di manifestare e di mobilitarsi in tutta la città dev’essere rivendicata e difesa da tutte e tutti.

Gruppo Anarchico Germinal




Fonte: Germinalts.noblogs.org