Giugno 19, 2021
Da Umanita Nova
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Nella giornata nazionale di sciopero della logistica del 18 giugno Adil Belakhdim, 37 anni, coordinatore dei Si Cobas di Novara è stato investito e ucciso da un camion davanti ai cancelli della Lidl di Biandrate, nel Novarese. Una nuova tragedia che ha colpito i lavoratori e le lavoratrici in lotta nel settore della logistica. Alla Lidl è in corso una delle tante lotte nel comparto della logistica, lotte sempre più estese e radicali, che per questo fanno sempre più paura ai padroni, alle mafie e ai governi che rispondono con sempre maggior durezza e violenza. In pochi giorni si è intensificata la violenza padronale organizzata nei confronti dei lavoratori: prima con l’aggressione squadrista ai lavoratori FedEx nel Lodigiano poi con quella al presidio dei lavoratori davanti alla Texprint di Prato.

Non ci dimentichiamo ovviamente la repressione da parte di polizia e carabinieri che intervengono sempre più spesso con cariche e pestaggi e che puntualmente coprono le aggressioni da parte delle squadracce assoldate dal padrone di turno.

Adil Belakhdim non è il primo lavoratore ucciso in questo modo: nel 2016 fu Abd Elsalam Ahmed Eldanf a morire schiacciato da un tir mentre partecipava a un picchetto davanti alla GLS di Piacenza.

In questi anni, le lotte autoorganizzate dei facchini dei tanti magazzini di raccolta e distribuzione delle merci hanno messo in difficoltà i padroni e reso difficile svendere le vertenze ai sindacalisti asserviti di Cgil, Cisl e Uil. Lo sfruttamento più selvaggio, il caporalato nascosto nel sistema delle cooperative di intermediazione di manodopera, i finti part time, sono stati intaccati dagli operai che si sono organizzati nella variegata galassia del sindacalismo di base.

Grazie a forme di conflitto come i picchetti fuori dai cancelli e le assemblee di reparto, in questi anni molte lotte sono state vinte, riuscendo a spezzare la cappa della paura, della rassegnazione e del ricatto legato al rischio della perdita del permesso di soggiorno in caso di licenziamento.

Non ci stupisce quindi la crescente violenza che viene scatenata contro questi lavoratori.

Solo estendendo le lotte dal basso e facendo crescere la solidarietà fra le varie categorie in lotta e tra lavoratrici e lavoratori di diversa nazionalità e origine potremo bloccare la spirale della violenza padronale.

Siamo vicini e solidali alle lavoratrici e ai lavoratori che lottano a fianco di Adil, alla sua famiglia e a tutti i lavoratori e lavoratrici sotto attacco a causa delle lotte che stanno portando avanti. Se sapremo fare paura ai padroni, creando le condizioni per cacciarli via e prendere in mano il nostro presente, chi muore continuerà a vivere nel mondo di liber* ed eguali che costruiremo insieme a oppress* e sfruttat* di ogni dove.

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana – FAI

[email protected] / www.federazioneanarchica.org

19.06.2021




Fonte: Umanitanova.org