Gennaio 15, 2021
Da Infoaut
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Belgio. Serata e nottata di proteste e scontri ieri, mercoledì 13 gennaio, a Bruxelles. Un migliaio di persone ha risposto all’appello di realtà e collettivi antirazzisti per una manifestazione a seguito dell’arresto e della morte, mentre si trovava in custodia, del giovane Ibrahima, 23 anni, sul quale non è ancora stata fatta alcuna chiarezza.

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Secondo le fonti di polizia riprese dai media mainstream del Belgio, il 23enne – nato in Guinea e cittadino belga – sarebbe stato fermato per sospetta violazione delle misure anti-Covid e deceduto per “arresto cardiaco”. Si attendono però ancora il rapporto dell’autopsia e i risultati delle analisi tossicologiche.

Mezze parole e giustificazioni che non convincono per nulla famigliari e amici di Ibrahima, oltre a realtà migranti e antirazziste scese in piazza a Bruxelles, con duri scontri con la polizia. Il bilancio ufficiale parla di nove mezzi della polizia colpiti o dati alle fiamme, mentre alcuni sassi hanno raggiunto anche l’auto del Re Filippo, di passaggio in quei momenti. Dure le cariche poliziesche, con 116 fermati e 4 arrestati: questi ultimi sarebbero connessi all’incendio, avvenuto nella notte, della stazione di polizia in piazza Liedts.

Da Bruxelles la corrispondenza ai nostri microfoni di Andrea, compagno di Rifondazione comunista Belgio. 

Da Radio Onda d’Urto

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Fonte: Infoaut.org