Gennaio 19, 2023
Da Inferno Urbano
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La crisi siete voi. Rivendicazione dell’attacco incendiario contro il parco auto di Amazon in solidarietà con Alfredo Cospito, Ivan Alocco, Thanos Chatziangelou, gli 11 prigionieri turchi e con chi combatte a Lützerath

Nelle prime ore del 16 gennaio 2023, siamo riusciti ad accedere a un’area ben protetta sulla Germaniastraße nel quartiere di Tempelhof a Berlino e abbiamo utilizzato dispositivi incendiari per mettere fuori circolazione 25 veicoli di Amazon Prime. Un fuoco di solidarietà con gli occupanti a Lützerath e con i prigionieri in sciopero della fame.

La mania consumistica del Black Friday e il lucroso business natalizio sono finiti. La carità messa in scena e la piccola contemplazione lasciano di nuovo il posto alla solita routine della vita quotidiana. I gomiti si allargano ancora una volta per sopravvivere nella lotta competitiva della società contemporanea. Nonostante l’inflazione e l’aumento del costo della vita, la corsa alle merci e il relativo saccheggio del pianeta e delle sue risorse continuano senza sosta nel nuovo anno e riempiono le casse dei vincitori della crisi nel commercio online. Da tempo Amazon si è rivelato un fattore di dipendenza per molti, grazie alla sua posizione di monopolio e al suo modello commerciale esteso. Tuttavia, l’azienda non si limita a immettere sul mercato prodotti a prezzi stracciati.

I tuoi pensieri e i tuoi sentimenti valgono come l’oro

Gli sviluppi tecnologici del gigante dell’informatica indicano un futuro cupo di una società distopica fatta di sorveglianza e controllo. Amazon, in quanto forza trainante dell’affermazione del capitalismo digitale, non sta cambiando solo l’economia in modo permanente, ma anche la vita quotidiana, il comportamento sociale e persino il nostro modo di pensare. Le intelligenze artificiali e gli algoritmi sono in grado di controllare e manipolare i bisogni. I calcoli che se ne possono ricavare stanno già dando forma oggi a ciò che si trasformerà in denaro domani. Con un’ampia gamma di prodotti e infrastrutture tecnologiche (server), l’azienda si sta spingendo in sempre più settori della vita per soddisfare la sua insaziabile fame di dati. Sia attraverso il software di sorveglianza Amazon Ring, che sorveglia le proprietà dei ricchi come un occhio onniveggente e – ora installato anche nei veicoli – sottopone l’ambiente a un controllo permanente. Attraverso l’assistenza vocale Alexa, che si aggira come orecchio dell’intelligenza artificiale nei salotti e nelle camere da letto e assiste anche ai momenti più intimi. Attraverso programmi di riconoscimento facciale e sensori che dovrebbero interpretare i sentimenti e guidare i clienti attraverso i negozi self-pay di Amazon-Go. O con una moltitudine di sviluppi nei campi della salute e della biotecnologia per catturare tutto ciò che è fisico e scomporlo in numeri. Amazon sa che chi ha a disposizione grandi quantità di informazioni e dati e può tradurre il presente in dimensioni matematiche ha anche il potere di influenzare il futuro a proprio vantaggio.

Dal worldwideweb alla sede di Berlino

La responsabilità di mantenere l’ordine sociale della società è molto più diffusa, ma l’azienda, insieme a pochi altri giganti della tecnologia, ha un ruolo unico da svolgere nel riordino del mondo attraverso la smartificazione. La sua influenza sulle nostre vite è già di gran lunga maggiore in più ambiti di quanto crediamo di sapere. Ciò non è circoscritto solo a coloro che hanno già scambiato volentieri i loro amici con Alexa, a coloro che servono un’economia on-demand altamente connessa in rete acquistando i prodotti Prime, o a chi compra sciocchezze sulle piattaforme del rivenditore online a spese dei lavoratori precari. Su Internet, non c’è praticamente più verso di aggirare Amazon. Per far sì che ciò avvenga presto anche nello spazio fisico, Jeff Bezoz sta piantando una torre di dimensioni eccezionali nel centro della città [di Berlino]. Con i suoi 140 metri di altezza, rappresenta un simbolo incontrovertibile della rivendicazione del potere bianco-patriarcale di uno stronzo egocentrico. Inoltre la costruzione di questa struttura comporterà conseguenze drastiche anche per i quartieri limitrofi. L’afflusso di migliaia di informatici di Amazon aggraverà ulteriormente la spirale dei prezzi del mercato immobiliare e consoliderà, accelerandoli, i processi di sfratto [già in atto da tempo]. A farne le spese, come sempre, saranno gli emarginati, che  stanno già subendo la pressione finanziaria maggiore a causa dell’aumento dei costi. Perciò il fatto che la torre sia così scandalosamente alta e che quindi l’incendio del parco auto di Amazon all’altro capo della città sarebbe stato facilmente ammirabile dai piani superiori, è solo una piccola soddisfazione.

Amazon cammina sui cadaveri

Il fatto che la “Amazon EDGE Tower” sia stata costruita con materiali asseritamente sostenibili può suonare bene per il marketing, ma non rende l’intera faccenda migliore. Piuttosto, rivela le conseguenze climatiche della produzione e del funzionamento di migliaia e migliaia di server e quanto il business del commercio online e l’adesione all’idea di consumo di massa siano disastrosi nel contesto della crisi ecologica. Quando un’azienda come Amazon pubblicizza la sostenibilità, non è certo per una comprensione delle conseguenze delle proprie azioni, ma per un calcolo commerciale di grande efficacia. L’etichetta di protezione del clima è diventata un buon modo per fare profitti. Non è stato dimenticato che il complesso tecno-industriale è diventato grande solo grazie a innumerevoli crimini contro le persone e la natura, crimini che hanno generato le crisi attuali. Solo la sua completa distruzione, attraverso la necessaria violenza liberatoria, potrà porre fine a tutto questo.

Infine, ma non per questo meno importante, la “smartizzazione”, il controllo e la sorveglianza colpiscono anche i lavoratori oppressi nei centri di distribuzione di Amazon, ai quali, a differenza dei loro colleghi ben addestrati nel settore informatico, viene richiesto di dare il meglio di sé in condizioni di lavoro pessime e con una retribuzione inadeguata. Nemmeno quando qualcuno muore questa sporca corporazione ha la decenza di dare ai dipendenti un po’ di respiro, di fermarsi un attimo, come è successo di recente a Lipsia. Questo fuoco è anche per voi!

Per l’anarchico Alfredo Cospito, che da 89 giorni è in sciopero della fame in isolamento in Italia e in lotta contro il regime del 41bis.
Per Thanos Chatziangelou, che sta lottando per la sua dignità nelle prigioni in Grecia.
Per Ivan che è in sciopero della fame in Francia e per gli 11 prigionieri turchi in sciopero della fame nelle carceri greche.

In solidarietà con gli occupanti a Lützerath.
Contro il progressivo saccheggio del pianeta – Attaccare il complesso tecno-industriale.
Libertà per tutti i prigionieri!

Alcuni anarchici e anarchiche

Fonte: kontrapolis.info via lanemesi.noblogs.org




Fonte: Infernourbano.altervista.org