149 visualizzazioni

Lettera aperta del circolo in risposta ad un articolo del Carlino e alle affermazioni rilasciate da Fdi sul cassero: si tratta di locali “assegnati dal Comune al Movimento anarchico come riconoscimento dei danni subiti a causa della dittatura fascista”, quindi “non affittati” e con un importo “destinato alle spese amministrative, non a canone di locazione”.

07 Luglio 2022 – 12:10

“A piazza di porta Santo Stefano rimarrà ancora a lungo un imprescindibile presidio antifascista”. E’ la promessa messa nero su bianco dall’assemblea del Circolo anarchico Camillo Berneri in una lettera aperta indirizzata al Resto del Carlino, che lo scorso 26 giugno ha pubblicato un articolo dal titolo “Circolo anarchico, l’affitto è fermo al 1974”; nello stesso articolo, Fdi afferma che questo “non è accettabile”, che il contratto “non è più in regola” e che il cassero va messo a bando. Attacco che “non fa nessuna meraviglia: il circolo è, da sempre,un punto di riferimento del movimento antifascista bolognese, con la sua biblioteca che raccoglie migliaia di libri vecchi e recenti, con la sala studio aperta anche la domenica a differenza delle sale dell’UniBo, col suo gruppo di geografi, con lo Spaccio Popolare e la Colonna Solidale autogestiti che fornisco spese sospese e solidali a chi ne ha bisogno, con la ciclo-officina che aggiusta le bici gratuitamente”, scrive il Berneri, che proprio pochi giorni fa aveva diffuso un comunicato sui 50 anni trascorsi in piazza di porta Santo Stefano. Locali che “sono stati assegnati dal Comune di Bologna al Movimento anarchico come riconoscimento dei danni subiti a causa della dittatura fascista e della violenza squadrista e del contributo delle anarchiche e degli anarchici alla lotta di liberazione. Riconoscimento che è avvenuto per tutti i partiti e le associazioni che hanno partecipato alla lotta di liberazione. In via delle Lame (fuori porta) si situava la ‘vecchia’ Camera del lavoro (di tendenza sindacalista-rivoluzionaria) e la sede dell’Unione anarchica italiana. Locali prima devastati e poi confiscati dal fascismo”.

Si parla di locali “assegnati quindi e non affittati. Senza nessun bando. Con un importo destinato alle spese amministrative e non a canone di locazione”, chiarisce il Berneri: quindi “a piazza di porta Santo Stefano rimarrà ancora a lungo un imprescindibile presidio antifascista. Qualora, poi, una nuova amministrazione capitanata dai camerati volesse rimettere in discussione il riconoscimento che l’amministrazione comunale diede al Movimento anarchico, sapremo come rispondere”.




Fonte: Zic.it