Dicembre 27, 2021
Da Le Maquis
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Edito da La Fiaccola, Ragusa, 2009, 248 p.
Questo libro di filosofia politica sul cinema fatto da un poeta del­l’anarchia, Jean Vigo, suggerisce la disobbedienza, la rivolta, la sovversione non sospetta di ogni forma di autorità. Si richiama alle virtù nobili, ai desideri e alle passioni degli eresiarchi di ogni tempo e si fa carico di tutti i rovesciamenti di prospettiva dell’ordine esistente. Poiché tutto ciò che non è detto in modo la­scivo e pedante, cattedratico o mercantilizio non si addice a gente che cammina sempre strisciando, a questi e per questi io non parlo affatto: non vi è niente di più facile che criticare e rim­proverare, e molti pensano di emergere, o più semplicemente di esistere, utilizzando il nome di altri in malo modo. In ogni caso che mi lascino in pace o magari che mi attacchino con vivacità e franchezza, non riceveranno certamente da me nessuna risposta o un franco riconoscimento del loro giudizio severo e della loro arroganza. Per l’amore, come per la libertà, non ci sono catene.

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Fonte: Lemaquis.noblogs.org