Dicembre 3, 2021
Da Il Manifesto
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Poco conosciuto e raramente proiettato o trasmesso, tanto in patria che nel resto del mondo, Bilii za Kiddo no atarashii yoake (The New Morning of Billy the Kid) è un lungometraggio abbastanza unico nel suo genere, realizzato nel 1986 dal regista giapponese Naoto Yamakawa. Si tratta del suo debutto in 35mm e arriva dopo che la sua carriera viene lanciata nel 1978, quando partecipa e si aggiudica un riconoscimento con il cortometraggio in 8mm Behind al Pia Film Festival, manifestazione dedicata al jishu eiga, film amatoriali/indipendenti, che dalla fine degli anni settanta ha contribuito a lanciare la carriera di molti cineasti giapponesi dopo il crollo del sistema delle grandi case di produzioni, autori quali Shin’ya Tsukamoto, o Sono Sion.
Yamakawa nel 1982 e nel 1983 si confronta con l’opera letteraria di Murakami Haruki, adattando per il grande schermo due lavori dello scrittore giapponese, Gli assalti alle panetterie e Vedendo una ragazza perfetta al 100%, in due cortometraggi, Attack on the Bakery e A Girl, She is 100%, con cui si cimenta nel difficile compito di trasferire in immagini le atmosfere create da Murakami sulla pagina scritta nella prima parte della sua carriera.

NEL 1986 arriva l’occasione per il debutto nel cinema commerciale con The New Morning of Billy the Kid, lungometraggio finanziato e prodotto da una succursale della catena di grandi magazzini Parco e dalla casa discografica Vap. L’anno è topico, in quanto siamo agli inizi della baburu, la bolla economica che avrebbe stravolto cultura e società, e naturalmente economia, dell’arcipelago nipponico nei successivi cinque anni. Il lungometraggio è figlio del decennio, sia perché si pone in qualche modo contro un certo sentire legato alla baburu, specialmente la glorificazione dei colletti bianchi e di un’etica del lavoro, quanto perché esteticamente riflette alcune tendenze letterarie e cinematografiche del periodo. Si tratta infatti di un pastiche postmoderno e citazionista dove tutto viene frullato quasi senza continuità, l’azione si svolge in un ristorante frequentato da una serie di personaggi che rappresentano famose figure storiche e della cultura pop come Miyamoto Musashi, Marx Engels, Harry Callahan, Bruce Springsteen, Gesù, o Charlotte Rampling. A guidare questo concerto cacofonico di storie surreali che s’intrecciano e non s’intrecciano c’è il barista, una cameriera su pattini a rotelle e appunto Billy the Kid che viene assunto come aiuto cameriere.

IL TONO Ã¨ a tratti quello farsesco, a tratti quello del teatro dell’assurdo con dialoghi che non portano da nessuna parte ed in altre parti ancora più serio con riflessioni sul tempo che passa e l’agonia della guerra. Lo spazio del ristorante, meta e citazionista, è uno spazio immaginario che deve tanto alla cultura cinematografica, quanto a quella letteraria. Non è un caso che il film sia stato co-scritto da Yamakawa assieme a Gen’ichiro Takahashi, scrittore giapponese egli stesso autore di opere spesso definite pastiche di generi e parodie, a cui il regista si è spesso ispirato per i suoi lavori per il grande schermo.
Come scritto più sopra, sebbene il film si vuole e si pensi in contrasto con l’epoca in cui fu stato creato, è indubbio come si riveli anche parte integrante di essa e scaturito dall’humus culturale del periodo, specialmente visto oggi a distanza di 35 anni dal suo debutto. The New Morning of Billy the Kid è disponibile in streaming in questi giorni, dal 3 al 5 dicembre, assieme ai cortometraggi tratti da Murakami di cui si è detto, al seguente indirizzo: https://watch.eventive.org/matchboxcine grazie a Matchbox Cine.

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Fonte: Ilmanifesto.it