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GIOVEDI’ 24 GIUGNO’021 alle 21

Iniziativa a cura di Collettiva Matsutake:

La bisessualità, a differenza di altri orientamenti sessuali, non viene semplicemente stigmatizzata e repressa, ma viene cancellata anche la possibilità che questa possa esistere. Da questo meccanismo nasce la cosiddetta “bi-cancellazione” che la comunità bi+ soffre anche all’interno della stessa comunità queer. Se in un mondo binario, le donne bisessuali vengono bi-cancellate attraverso la retorica della “fase”, che riduce la donna bi+ a una persona “confusa” in nome dell’eterosessualità obbligatoria (Wittig), gli uomini bisessuali invece vengono bi-cancellati come “gay repressi” che cercano di rendersi accettabili per la norma eterosessista. Nelle opposte narrazioni, vi è un dato comune ovvero l’implicita centralità del fallo, attorno cui deve ruotare il piacere. La bisessualità, come il lesbismo, mette in discussione questo fallocentrismo dell’immaginario sessuale.

In un mondo cis-etero-monogamico la bisessualità mette in discussione la narrazione dell’anima gemella, che presuppone una sorta di essenzialismo psicologico secondo cui siamo deterministicamente destinat* a una persona nel mondo, con cui fondare una famiglia nucleare e riprodurci.

Se l’omosessualità è stata repressa e oggi viene normalizzata, attraverso il matrimonio, le persone bisessuali interpellano il potere con questa domanda: “se posso provare attrazione per più generi, perché non potrei farlo contemporaneamente?”. Da questo possibilità nasce lo stigma che vorrebbe le persone bisessuali indecise, ipersessualizzate, inaffidabili e ambigue. Nonostante appunto non tutte le persone bisessuali siano poliamorose, viene costruita tale correlazione. Ma se questa domanda ci dicesse di più su cosa spaventa il modello cis-eteronormato, monogamico e patriarcale?

La bisessualità non è un’omosessualità più etero, non è una sessualità divisibile in percentuali ma un posizionamento che rompe la norma ciseterosessuale da diversi punti di vista. Nel percorso verso il #RivoltaPride vogliamo ri-politicizzare la bisessualità, scovarne collettivamente il potenziale di decostruzione e riappropriarci dei nostri corpi bi+ oltre narrazioni che ci vengono dipinte addosso.

Ne vogliamo discutere con Tommaso Mori (Orgoglio Bisessuale) e Aurelio Castro (Docente UNIBO) che si è occupato nelle sue ricerche di bisessualità, relazioni non monogame e maschilità non egemoniche.

L’incontro si inserisce nel percorso verso il Rivolta Pride e la settimana di Bologna Transfemminista. Link agli eventi: 1 – 2





Fonte: Vag61.noblogs.org