Novembre 9, 2021
Da Il Manifesto
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Dazn è ormai uno sceneggiato a puntate iniziato in estate con appendice invernale. La piattaforma che trasmette tutte le gare del campionato di A (per i prossimi tre anni) in queste ore sta provocando un terremoto tra gli utenti, sollecitando l’intervento anche dell’associazione consumatori e pure un’interrogazione parlamentare. In sostanza, Dazn avrebbe deciso, notizia arrivata da Il Sole 24 Ore, di non consentire più agli abbonati di poter accedere alla visione dell’evento da due dispositivi che fanno capo a un unico abbonamento. In particolare verrebbe bloccato l’accesso a due device che si trovano a distanza l’uno dall’altro mentre se ci si trova collegati alla stessa rete fissa si potrà continuare. Finisce così l’opzione multiuso, si dovrebbe partire da metà dicembre, con una modifica unilaterale dell’abbonamento (prevista dalla legge): gli abbonati al pacchetto Serie A da 19,99 euro mensili, che molti utenti dividevano con un altro utente che entrava nell’app con le sue credenziali, in sostanza andranno a pagare il triplo, perché ora per vedere tutte le partite del torneo servono 29,99 euro al mese.

NEL FRATTEMPO, la qualità del segnale di Dazn e soprattutto il ritardo nella trasmissione delle gare di campionato non è migliorata, anzi. La conferma dell’addio all’abbonamento multiuso arriva dal sito di Dazn in cui non si fa più menzione dell’opzione per i potenziali abbonati. Dalla piattaforma filtra che il cambio unilaterale delle condizioni d’uso del servizio sarebbe dovuto alla pirateria, dopo che nei primi mesi è stato rilevato un incremento del 20% delle doppie utenze a distanza e al tempo stesso di piattaforma di condivisione degli stessi abbonamenti, ma il problema sarebbe anche il ridotto numero di abbonati messi assieme da Dazn. La questione ha provocato l’ira del Codacons, che ha annunciato un esposto ad Agicom e Antitrust e protesta anche l’Udicon che parla di «smacco agli abbonati». Ma il caso arriva anche alle Camere. Fratelli d’Italia ha infatti annunciato un’interrogazione parlamentare. È solo la prima puntata sul caso, per gli utenti c’è lo sconcerto anche analizzando le modalità d’uso di altre applicazioni sul modello Dazn: da Disney che con 8,99 euro mensili consente la visione di quattro dispositivi in contemporanea a Netflix, 14,99 euro mensili e quattro device in contemporanea, sino a Spotify, 14,99 euro mensili con sei dispositivi in contemporanea.




Fonte: Ilmanifesto.it