Dicembre 14, 2022
Da Inferno Urbano
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Riceviamo da mail anonima e pubblichiamo:

Abbasso il regime di tortura del 41 bis!

“… Aspettavo un suggerimento, un inizio da parte dei miei colleghi esperti. Spesso, in cambio del mio entusiasmo, ricevevo una buona dose di “realismo” che smorzava o minacciava di frenare qualsiasi “ambizione” rivoluzionaria, qualsiasi impulso all’azione. (…) Sono uscito da questa tipo di “vicolo cieco” solo quando ho deciso in modo maldestro, imprudente, folle, provocatorio, di armare le mie mani. Poi tutto è diventato facile”, fallimento dopo fallimento, passo dopo passo, le cose hanno iniziato a “funzionare”. Ho cercato i miei compagni e li ho trovati, ci siamo riconosciuti l’un l’altro, facendo del rifiuto della delega e dell’attesa, la nostra bussola. Da allora sono passati molti (forse troppi) anni. (…) quello che voglio dire è semplicemente di seguire il proprio istinto e di non prestare troppa attenzione alla prudenza di coloro che, della propria vita “vissuta”, spingono alla moderazione. Perché il detto popolare secondo cui “si nasce piromani e si muore pompieri” non è poi del tutto inverosimile”.

Alfredo Cospito

Piove incessantemente e intorno alla città di La Paz la catena montuosa è coperta di neve. Qui i ricchi vivono a diverse centinaia di metri, in una valle calda e verde, dove hanno sorveglianza e una guardia privata ad ogni angolo. Scendiamo dalle colline ghiacciate per interrompere la pace violenta dei padroni con il tuono forte e dannoso di una bomba artigianale. Qualcosa diventa chiaro e concreto: I gestori della tossicità, della miseria e della carità non sono intoccabili. Non c’è pace per noi, non ci sarà pace per loro!

Verso le 3 del mattino di lunedì 12 dicembre abbiamo piazzato e fatto esplodere un ordigno esplosivo all’ingresso dell’edificio Torre Pacifico in Av. Sánchez Bustamante #977, nel cuore del quartiere borghese di Calacoto, dove si trova l’ambasciata italiana.

Da questa parte del mondo, esprimiamo con l’attacco la nostra solidarietà al compagno Alfredo Cospito, attualmente in sciopero della fame da quasi due mesi nel carcere di Sassari, in Sardegna, deciso a continuarlo fino alle ultime conseguenze. Alfredo è un compagno imprigionato nel 2012 e da allora accusato di reati che vanno dal ferimento di Roberto Adinolfi (imprenditore nel settore dell’energia nucleare e direttore di Ansaldo Nucleare), associazione sovversiva con finalità di terrorismo e attentati esplosivi (operazione Scripta Manent), a “strage politica” per il quale rischia l’ergastolo insieme ad Anna Beniamino (per due attentati in cui non ci sono stati e non avrebbero dovuto esserci né morti né feriti). È anche accusato, insieme ad altri compagni di istigazione a delinquere (Operazione Sibilla), per il loro contributo alla dibattito anarchico.

Chiediamo l’annullamento del regime di tortura e di isolamento del 41bis.

Questo regime viene applicato dallo Stato italiano ai prigionieri rivoluzionari per impedire il loro contatto con il mondo esterno, sostenendo che il contatto incoraggi azioni rivoluzionarie. In regime di 41bis, si rimane completamente isolati, senza corrispondenza né visite, in un seminterrato con aria e luce artificiale. Imbavagliati dal cemento e separati dai loro cari, i prigionieri vengono torturati 24 ore su 24 per ottenere la loro collaborazione con l’autorità e il loro pentimento.

Un’altra cosa è chiara: il loro diritto è una menzogna, un muro che esiste solo per proteggere i loro privilegi.

Il regime del 41bis ha uno scopo politico, in un contesto in cui l’azione è diventata una vera e propria minaccia alla normale continuità di tali privilegi.

Ma lo Stato continua e continuerà a non capire l’informalità anarchica. Non ci sono capi qui, le azioni continuano e non hanno bisogno di direttive. Al contrario, queste misure non fanno altro che esacerbare la nostra rabbia e mirare al bersaglio. Vogliamo avvisarvi che non ci fermeremo finché il compagno non sarà uscito dal 41bis, questo è solo l’inizio.

Questo regime non è una strategia isolata, ma fa parte dell’escalation repressiva degli Stati europei contro gli ambienti anarchici.

L’Europa ipocrita, che finge di essere un faro di buona educazione e sviluppo democratico, sta creando dei precedenti repressivi che possono essere estesi in altre parti del mondo, come sta già accadendo con le lunghe condanne detentive. Tutto questo non rimarrà senza risposta.

Non un passo indietro!

Salutiamo Anna, Toby, Juan e Ivan che hanno accompagnato e stanno accompagnando questo sciopero della fame in solidarietà con Alfredo.

Libertà per tutti i prigionieri!

Abbasso le mura della prigione!

Porre fine al regime del 41bis!

Alfredo Cospito fuori dal 41bis!

Alcuni articoli tratti dalla stampa borghese:

correodelsur.com/seguridad

atb.com.bo/internacional

Traduzione: Inferno Urbano




Fonte: Infernourbano.altervista.org