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Mentre l’epidemia di covid-19 avanza, gli ambienti di lavoro si stanno sempre più trasformando in luoghi di diffusione del virus e del contagio, e i settori fermi non percepiscono ammortizzatori adeguati. Allo stesso tempo la crisi pandemica ha acuito le differenze sociali già presenti nella società: una ristretta cerchia della popolazione continua ad accumulare profitti e ricchezze mentre la povertà continua a crescere.
A questi processi non è estranea la regione Emilia-Romagna. Le politiche di privatizzazione perseguite dal governo regionale a cominciare da sanità, istruzione e trasporti, anche attraverso la cosiddetta “autonomia differenziata”, stanno mostrando tutta la loro negatività di fronte all’epidemia.
È inoltre vergognoso che la Regione abbia deciso la gratuità dei tamponi esclusivamente per quei lavoratori occupati nelle aziende che hanno sottoscritto il cosiddetto patto per il lavoro. Occorre tutelare salute e sicurezza di tutti i lavoratori e tutti gli studenti attraverso una seria opera di prevenzione e tracciamento; protocolli anticovid e tamponi gratuiti in tutti i luoghi di lavoro; reddito e salario garantito al 100%; difesa del servizio sanitario pubblico,
suo potenziamento attraverso un piano straordinario di assunzioni; massima sicurezza per apertura delle scuole; Queste le parole d’ordine per contrastare efficacemente la diffusione del virus e allo stesso tempo difendere diritti e dignità del mondo del lavoro.

4 dicembre ore 14,30 
presidio 
(in ottemperanza delle norme anticovid) 
in Via A. Moro 52 
davanti alla Regione Emilia-Romagna

organizzano:
Adl Cobas
Confederazione Cobas
Si Cobas 
Sindacato Generale di Base SGB
Unione Sindacale Italiana (USI-CIT)




Fonte: Usi-cit.org