Gennaio 10, 2023
Da Radio Onda D'Urto
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BRASILE: PIAZZE PIENE CONTRO IL TENTATO GOLPE BOLSONARISTA. INTERVISTA AL GIORNALISTA ANDREA RIVAS

Brasile. Centinaia di migliaia di persone hanno invaso nella notte italiana di martedì 10 gennaio 2023 le strade e le piazze delle principali città brasiliane per manifestare a favore della democrazia e contro il golpe, in risposta all’assalto al Congresso e ai palazzi del potere di Brasilia da parte dei fascisti sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro.

Tanti i manifestanti vestiti di rosso, i colori del Partito dei Lavoratori del presidente eletto Lula; altri sventolavano cartelli con scritto ‘Nessuna amnistia per i golpisti’, mentre sono diverse le provocazioni fasciste segnalate, come a San Paolo, dove un estremista di destra, armato, è stato bloccato dai manifestanti. Manifestazioni anche in altri Paesi, con un presidio lunedì sera anche all’Ambasciata brasiliana di Roma.

Intanto a Brasilia la polizia federale prosegue lo smantellamento dell’accampamento dei bolsonaristi, da oltre due mesi accampati fuori dalla sede dell’Esercito. 1.500 in totale le persone arrestate, ha spiegato il ministro della Giustizia brasiliano, Flavio Dino, aggiungendo poi che la stessa Polizia federale ha già identificato in dieci Stati del Brasile persone sospettate di avere legami economici con gli organizzatori del tentato colpo di Stato di domenica a Brasilia. “Sono già stati emessi – ha spiegato Dino – mandati di arresto”. I nomi non sono stati resi noti al momento.

A chiudere, il lato internazionale: da segnalare lunedì sera la telefonata tra Biden e Lula, con il presidente Usa a promette “sostegno incrollabile” al presidente legittimamente eletto in Brasile. Nessun cenno invece sull’eventuale estradizione di Bolsonaro in Brasile dalla Florida, dove ora l’ex presidente è ricoverato per problemi addominali, gli stessi che lo riguardano da quando, nel 2018, fu accoltellato durante un evento pubblico. Diversi i rumors che spingono, in tal caso, Bolsonaro verso l’Italia: diversi figli e nipoti hanno già chiesto la cittadinanza italiana, dato che la famiglia è originaria – nel XIX secolo – di Lucca e del Padovano. Un anno fa, proprio in Veneto, il sindaco leghista di Anguillara Veneta concesse a Bolsonaro la cittadinanza onoraria, che ora l’opposizione di centrosinistra chiede, nuovamente, di revocare. Brasile e Italia non hanno un trattato automatico di estradizione: per questo Bolsonaro pensa all’Italia. Oltre alle indagini sul golpe, pendono su di lui l’inchiesta della Commissione speciale del Senato brasiliano sulla pandemia Covid-19, secondo la quale “il presidente ha contribuito attivamente a diffondere il coronavirus”. Altri filoni d’indagine riguardano uso improprio di fondi pubblici, violazione dei diritti sociali e crimini contro l’umanità.

Di questo abbiamo parlato in una lunga intervista con Andrea Rivas, giornalista e nostro collaboratore sul SudAmerica. Ascolta o scarica




Fonte: Radiondadurto.org