Novembre 21, 2020
Da Fuochi Di Resistenza
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              Non è un errore di stampa, Ã¨ un auspicio e un augurio

Brescia ai Bresciani nasce, inizialmente, come pagina Facebook ad inizio 2015 e si palesa pubblicamente con una contromanifestazione in città per contrastare l’immigrazione in simultanea con  il corteo  dei migranti in lotta del 28 marzo 2015.

Brescia ai bresciani, spalleggiata da rinforzi venuti dal Veneto e da altre città della Lombardia sfila ai confini del centro città, cercando sempre di entrare in contatto con il corteo dei migranti e degli antirazzisti, fino a mettere in scena uno pseudo scontro coi loro amici in divisa  in via Cavallotti. E finendo col provocare i ‘nemici’ al termine della manifestazione sempre sotto l’occhio ‘vigile’ della Digos. Tra i provocatori Daniele Bedussi, esponente di spicco della Brigata Leonessa, emanazione bresciana del Veneto Fronte Skinheads.

Brescia ai Bresciani, come Mantova ai Virgiliani, Terra dei padri (Modena) e altre sigle ambigue, sono ‘creature’ di Forza Nuova. L’intento è di smarcarsi, e smacchiarsi, dall’etichetta di ‘fascisti’ di cui dicono di andare fieri, ma che in pubblico cercano di nascondere sotto sigle demagogiche, all’apparenza innocue e per  parte della popolazione condivisibili.

Brescia Bresciani però ha una peculiarità: gli ispiratori del progetto sono il mai compianto Simone Riva e Andrea Boscolo. L’intento dei due neofascisti è quello di riunire sotto la sigla tutta l’estrema destra locale sulla falsa riga di quanto fatto da Brescia Identitaria (network neofascista che si mobilita principalmente in occasione del Giorno del Ricordo il 10 febbraio e in rarissime altre occasioni e raggruppa l’estrema destra da Fratelli d’Italia a Forza Nuova, da CasaPound alla Brigata Leonessa passando per i vari comitati di reduci e nostalgici). L’attività del gruppo prosegue sotto traccia per esplodere in concomitanza con l’omicidio di Frank Serramondi, titolare di un negozio di pizza al taglio alla Mandolossa, l’11 agosto 2015.

Il 13 dello stesso mese Brescia ai bresciani e altre formazioni del neofascismo bresciano (FN, CPI, Brigata Leonessa) e ultrà della Curva Nord Brescia organizzano una manifestazione speculando sulla vicenda, ribadendo il loro no all’immigrazione, ne approfittano per abbaiare alla luna il loro odio contro il sindaco Del Bono, un deja vu, esponenti di Radio Onda d’Urto e del centro sociale Magazzino 47.

Le indagini svelarono che gli autori erano due indiani, anch’essi titolari di un negozio di pizza al taglio di fronte a quello di Frank. Il movente però non è quello della gelosia e concorrenza spietata tra negozianti ma svelano un quadro con contorni foschi (anche se ben delineati) fatto di racket e usura, in cui è coinvolto anche uno dei sodali di curva e di ideologia dei simpaticoni dalle teste rasate, Adriano ‘Racca’ Raccagni.

La lunga calda estate di Brescia ai Bresciani continua a San Colombano di Collio, in Valtrompia,  dove una struttura alberghiera concede ospitalità (non gratuita) ad alcuni richiedenti asilo.

Nel paese si assistono a scene in stile Ku Klux Klan. Neofascisti e ultrà da stadio camuffati, da veri squadristi, assediano l’hotel e tengono in scacco il paese. L’agitazione, da parte dei cerebrolesi, sale quando in paese viene organizzata una manifestazione antirazzista in solidarietà ai rifugiati. Grazie alla benevolenza (verso i nazifascisti) delle cosiddette forze dell’ordine si sfiora ripetutamente lo scontro. La tensione è altissima anche per il verificarsi di azioni di stile mafioso ai danni dei titolari dell’albergo (una bomba carta contro la panetteria del fratello del gestore dell’albergo, spari contro un cavallo di proprietà dei gestori). Tra gli attaccanti sono presenti l’immarcescibile prezzemolino del neofascismo bresciano Andrea Boscolo, il noto ultrà del Brescia Maurizio ‘Chicco’ Baldassarri, Rolando Bonassi anch’esso esponente del (finto) tifo bresciano.

Terminata l’ occupazione di San Colombano l’attività di Brescia Bresciani man mano scema anche perché, nel frattempo (1 settembre 2015) muore Simone Riva (Ogni anno Brescia Identitaria organizza il Memorial Simone Riva, nel 2016 a Travagliato, negli ultimi tre anni a Prevalle, nel 2018 e 2019 ospitato in spazi del Comune mentre nel 2020 in collaborazione con l’associazione Signum, un’associazione sportivo-culturale del paese)  vero motore del progetto, i soggetti politici si dividono e ognuno prosegue le proprie attività per conto proprio. Boscolo mantiene la pagina, ma nel frattempo milita nella Comunità Militante la cui unica attività è farsi selfie di proditorie azioni.



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Fonte: Fuochidiresistenza.noblogs.org