Dicembre 28, 2021
Da Il Manifesto
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Per ritrovare un pensiero positivo, per avere il conforto di uno sguardo diverso, per ascoltare le voci della nostra forza. Tre buoni motivi per dedicare questo Speciale di fine anno al sesso forte, alle donne impegnate in ogni campo, dalla politica al lavoro, dalla letteratura alla scienza, dal cinema allo sport, dall’ambiente all’attivismo umanitario. Idee, valori, comportamenti, relazioni per cambiare il mondo seguendo una passione.

Insieme a loro, incontriamo su queste pagine il prezzo salato della politica, che troppo spesso alle donne chiede il sacrificio delle relazioni umane, della vita interiore, dello studio, come racconta Rosy Bindi. Quella stessa politica che fa eccezione a Berlino, città delle donne, un’esperienza istituzionale unica con il triunvirato della sindaca (Spd), della leader dei Verdi, assessora all’ambiente, e della numero uno della Linke, alleata di governo. Un panorama stimolante quanto lontano dall’italico patriarcato.

Con Susanna Camusso solleviamo il velo sul primato del produrre e troviamo l’osso duro dell’individualismo a braccetto con l’egoismo, gemelli siamesi tornati tra noi insieme alla seconda ondata della pandemia, rafforzati dalla mancanza di un’elaborazione collettiva delle paure, dei rancori, delle solitudini. Mentre le diseguaglianze restano senza cura e le donne salgono sul podio del lavoro povero. Le parole di Carlotta Altimari della Gkn, ci guidano nella vita precaria delle operaie, che, oltretutto, subiscono le molestie, anche sessuali, come succede alle lavoratrici immigrate.

Ascoltiamo l’amore sconfinato verso gli animali dell’ornitologa Anna Giordano, strenua avversaria del Ponte sullo Stretto, premiata con il Goldman Environmental Prize, che cita Seneca per spiegare l’indignazione come motore e nutrimento della speranza. Scopriamo il mestiere di Elisabeth Bik, insignita del John Maddox Prize, investigatrice scientifica contro le frodi degli scienziati, un fenomeno che coinvolge tutti i paesi, in particolare Russia e Cina dove esistono vere e proprie fabbriche specializzate nella produzione di false ricerche. Tocchiamo la durezza degli ori olimpici con la ginnasta americana più grande di sempre che si ritira da Tokyo per curare il benessere mentale, con la pugilessa che fa coming out, con le vincitrici paralimpiche dei ” tre cuori e una protesi”.

Ci interroghiamo sul ruolo degli intellettuali che dovrebbero tenere desta l’immaginazione dei cittadini, e sulla scuola come unica via di salvezza, nell’incontro con Dacia Maraini. Andiamo sul set con Daria D’Antonio, direttrice della fotografia, colei che ha dato la luce alle immagini del film “La mano di Dio”. Fino allo slancio vitale di Anna Dabrowska, l’attivista a capo della Ong polacca che vuole cambiare il mondo senza aspettare il principe azzurro.
Con loro, e con tutte le altre, affronteremo, ne siamo certe, con più forza e determinazione l’anno che sta arrivando.




Fonte: Ilmanifesto.it