Giugno 29, 2021
Da Radio Blackout
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I 52 agenti penitenziari sottoposti a misure cautelari per le torture e le botte e le umiliazioni inflitte ai detenuti del Carcere di Santa Maria Capua Vetere durante la rivolta del 6 aprile 2020 sono solo la punta di un iceberg in buona parte sommerso.
Tra marzo e aprile del 2020 tante carceri italiane sono state attraversate da rivolte represse nel sangue. A Modena ci sono stati 13 morti. Violenze, torture e pestaggi sono “normali” verso chi non si rassegna alla noia umiliante e burocratica della quotidianità carceraria. Normale pestare a sangue e torturare chi si era ribellato per tutelare la propria salute in piena pandemia.
Ne abbiamo parlato con Robertino Barbieri

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Fonte: Radioblackout.org