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E Bologna for climate justice sulla partecipazione della città alla missione Climate-neutral and smart cities dell’Unione europea: “Se il sindaco Lepore vuol essere coerente, l’allargamento del Passante deve essere fermato per permettere alla città di discutere e decidere la mobilità del futuro”.

30 Aprile 2022 – 14:59

“29 aprile 2022, Bologna si è svegliata con tutte le sue statue addobbate di striscioni e cartelli”. Lo scrive sui social network Extinction Rebellion, spiegando che “i cartelli e gli striscioni vogliono ricordare alla Regione Emilia-Romagna che ad agosto del 2019 ha dichiarato l’emergenza climatica. Siamo nel 2022, sono passati anni e non c’è ancora stato nulla che concretizzasse gli impegni sottoscritti nella dichiarazione.  L’attuale situazione di crisi energetica e sociale, dovuta alla forte dipendenza dei combustibili Russi sarebbe un’opportunità per cominciare ad attuare una transizione energetica da fossile a rinnovabile con il doppio fine di favorire l’ambiente e di terminare la dipendenza dell’Italia dalla Russia, protagonista di crimini contro l’umanità in Ucraina. Nonostante ciò, il comune di Ravenna ha recentemente dichiarato di avere intenzione di aprire nuove piattaforme per l’estrazione di metano, riattivare i vecchi pozzi già esistenti e accogliere una nave rigassificatrice. Extinction Rebellion Bologna porterà avanti azioni di disobbedienza civile nonviolenta per fare pressione sulla Regione, affinché essa informi adeguatamente cittadini e cittadine della gravità della situazione e prenda misure più efficaci e più intraprendenti per fronteggiare la crisi climatica ed ecologica”.

Intanto, Bologna for climate justice segnala che “la Commissione Europea ha annunciato le città selezionate per la Mission ‘Climate-neutral and smart cities’, e Bologna è tra queste. Tuttavia, le scelte politiche dell’amministrazione di Bologna – illustrate nelle linee guida di mandato – sono contraddittorie rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione indicati dalla Commissione Europea. Non si può parlare di decarbonizzazione e allo stesso tempo approvare scelte come l’allargamento del Passante di Mezzo che, come scrivono gli stessi progettisti di Società Autostrade, farà aumentare di 1.850 tonnellate di Co2 all’anno le emissioni generate dall’infrastruttura. Le compensazioni non sono un’opzione: servono scelte capaci di abbattere le emissioni e tutelare la salute dei bolognesi. Per partecipare alla missione europea, l’amministrazione comunale dovrà redigere un ‘Climate City Contract’ e la Commissione chiede che questo sia preparato coinvolgendo attivamente le/i cittadine/i. Se il sindaco Lepore vuol essere coerente, l’allargamento del Passante deve essere fermato per permettere alla città di discutere e decidere la mobilità del futuro. Diversamente, l’annuncio di oggi ha il sapore amaro del greenwashing e la partecipazione diventa propaganda”.




Fonte: Zic.it