Novembre 24, 2020
Da Non Fides
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Dopo sette anni e mezzo d’istruttoria, migliaia di pagine di dossier, una quindicina di persone perquisite, arrestate, pedinate, intercettate, filmate, incriminate, incarcerate, obbligate a residenza, obbligate a vari tipi di controlli giudiziari, alla fin fine lo Stato e la giustizia portano a processo soltanto quattro persone, il 23 giugno 2017, a Parigi. I capi d’accusa più gravi saranno serviti solo per giustificare l’intensità della repressione, dato che sono caduti tutti, lasciando il posto ad accuse minori (tag, piccole degradazioni, rifiuto del prelievo del DNA e delle foto segnaletiche, etc.). Cerchiamo di essere numerosi in questa occasione, per esprimere la nostra solidarietà contro le frontiere e contro ogni forma di detenzione, rifiutando le categorie del potere come «innocente» e «colpevole», rifiutando la Giustizia.

Giugno 2008, già da qualche tempo al CRA di Vincennes si susseguono scioperi della fame, scontri con la polizia e frammenti di lotta di intensità variabile, quando Salem Souli muore di un attacco cardiaco. Il 22 giugno 2008, l’indomani, al CRA scoppia un ammutinamento generale, il centro viene completamente ridotto in cenere e i sans-papiers vengono trasferiti. Verranno condannati in dieci in un processo farsa in cui prenderanno da 8 mesi a 3 anni di prigione in prima istanza. In solidarietà con gli/le accusat*, numerose iniziative vengono organizzate in tutta la Francia (e altrove), tra cui diversi sabotaggi di bancomat delle banche che denunciano i sans-papiers agli sbirri. Due ondate di perquisizioni vengono condotte il 15 febbraio e l’8 giugno 2010 contro una decina di compagn*, tra cui Dan, Olivier e Camille verranno arrestati nel gennaio 2011 per periodi che vanno da una settimana a tre mesi e poi François per una settimana.

L’importanza di questo caso, detto «della Macchina a Espulsioni» e condotto in parte dalla Sezione Anti Terrorismo (SAT-PP) della Brigata Criminale, consiste innanzitutto nell’ampiezza dei mezzi giudiziari e di polizia mobilitati sulla base d’un dossier rafforzato per convalidare la costruzione, da parte dello Stato, di un’identità «anarco-autonoma francilienne» (la famosa MAAF) e di mantenere per anni i/le compagn* sotto la minaccia di un’istruttoria in corso e di una maggiore sorveglianza della Digos. Ma la sua importanza consiste soprattutto nelle dinamiche delle lotte autonome che dovevano essere soffocate cercando di spezzare i legami che venivano a crearsi tra le lotte all’interno e all’esterno dei Centri di detenzione amministrativa, e in particolar modo di quello di Vincennes, ai tempi la più grande prigione per stranieri in Europa. Come in altri casi degli ultimi dieci anni in Francia (caso detto «cattive intenzioni», caso «di Chambéry», caso «di Tarnac»), si è anche trattato, per lo Stato, di riuscire a classificare le nostre lotte, i nostri attacchi, e nostri desideri sotto la denominazione utilitaristica di «terrorismo» per rappresentare per qualche tempo un nemico interiore isolato dalle altre forme di conflittualità sociale e alla mercé, una volta così classificati, dei mezzi di controllo, di sorveglianza e di repressione che vi vengono associati.

Facciamo appello già da ora perché ci sia come minimo una presenza solidale all’udienza che si terrà il 23 giugno 2017 alle 13h30 alla 12e camera del tribunale di Prima Istanza di Parigi (metrò Cité – arrivare con un certo anticipo), e facciamo anche appello affinché ognun* esprima la propria solidarietà a modo suo, collettivamente e/o individualmente.

Non lasciamoci giudicare in silenzio
Libertà per tutti e tutte, con o senza documenti

Fuoco ai centri di ritenzione !

(Una riunione pubblica verrà annunciata a breve e un dossier ricapitolativo del caso sarà pubblicato prossimamente. Qualsiasi altra iniziativa è la benvenuta, in particolare per raccogliere fondi in vista del processo.)

Contatto: [email protected]


[Da Contrainfo.]


PS : In questi ultimi anni diverse persone coinvolte, da vicino o da lontano, in questo caso, che siano sotto processo o no, incriminate, rilasciate con procedura di archiviazione, testimoni assistiti, che partecipavano alle lotte o semplicemente ne erano solidali, hanno avuto tutto il tempo di disperdersi geograficamente, politicamente, etc. Qualunque siano i motivi che ci hanno allontanato è urgente rimetterci in contatto, ed è per questo che è stato creato l’indirizzo mail [email protected] Chiunque voglia partecipare all’organizzazione delle mobilitazioni in vista del processo può utilizzarlo per manifestarsi. Non si tratta assolutamente di centralizzare la solidarietà, ma di trovare un modo di rimettere in marcia la mobilitazione in maniera pratica, nell’urgenza del calendario del nemico.




Fonte: Non-fides.fr