291 visualizzazioni

È successo ieri ai giardini Margherita, al termine della presentazione dell’autobiografia della segretaria di Fdi: da un chiosco è partita la canzone simbolo della Resistenza e alcuni agenti in borghese l’hanno subito interrotta, poi il locale è stato sottoposto a un controllo.

13 Luglio 2021 – 13:02
Foto Agenzia Dire

C’è Giorgia Meloni e la Polizia ferma le note di “Bella ciao”. È successo ieri ai giardini Margherita, dove la segretaria di Fdi ha presentato la sua autobiografia. A iniziativa appena conclusa, da un chiosco ai lati di piazzale Jacchia è partita la canzone simbolo della Resistenza contro il nazifascismo. Due poliziotti in borghese si sono subito avvicinati al locale “a intimarci, in maniera piuttosto forte, di spegnere la musica. Alla fine l’hanno staccata loro”, ha raccontato una dipendente del bar, aggiungendo che gli agenti hanno detto che “non possiamo mettere la musica che vogliamo. Per motivi di sicurezza perché delle signore avevano avuto nelle crisi isteriche”. Tra gli spettatori della presentazione, ha riferito la barista, una donna voleva che fosse diffuso l’inno di Mameli e un’altra “Faccetta nera”. Richieste respinte: “Ho risposto che questa musica qua non ce l’ho e anche se l’avessi non la metterei mai, con grande orgoglio”, ha detto la lavoratrice. E poco dopo, il pubblico di Meloni si è allontanato dal piazzale accompagnato, questa volta, da “Il testamento di Tito” di Fabrizio De Andrè.

La vicenda però non è finita lì. Il bar è stato infatti sottoposto a una lunga verifica delle forze dell’ordine. “Stanno facendo i controlli nella speranza di trovare qualcosa che non va, ma qui siamo perfettamente in regola e non troveranno nulla”, ha riferito la barista: “Ora ci stanno prendendo i documenti, stanno controllando le cose del locale per vedere se siamo in regola con tutto. E tutto questo perché una signora, ovviamente una fan dell’evento della Meloni, si è messa a sbraitare”.




Fonte: Zic.it