191 visualizzazioni

Oggi manifestazione promossa dalle Rete delle lotte ambientali: l’allargamento di autostrada e tangenziale creerà a meno di quattro chilometri dal centro “un’infrastruttura stradale più larga di piazza Maggiore”. Critiche al progetto anche dal chimico Vincenzo Balzani e dal climatologo Luca Mercalli. Intanto, prolungata l’allerta smog per tutta l’Emilia e Ravenna.

16 Gennaio 2022 – 17:07

La Rete delle lotte ambientali bolognesi torna in piazza contro il Passante, con una “biciclettata rumorosa” partita nel primo pomeriggio di oggi da piazza dell’Unità: alla manifestazione hanno partecipato “più di 700 persone”, riferiscono gli organizzatori, segnalando che al termine della biciclettata è stata inviata “una lettera alla Commissione Europea che ha promosso l’iniziativa ‘Climate-neutral and smart cities’; noi vogliamo una città veramente capace di guidare la transizione climatica, e rinunciare all’allargamento del Passante per sviluppare modelli sostenibili locali e nazionali di mobilità delle persone e delle merci è il primo, imprescindibile passo”. Perchè allargare il Passante di mezzo significa tradire il futuro di Bologna”, sostiene la Rete: “Fra due giorni “è in programma la Conferenza dei servizi con all’ordine del giorno l’approvazione dell’allargamento del ‘Passante di mezzo’ di Bologna: il progetto, finanziato da Società Autostrade spa, prevede l’allargamento dell’attuale sistema autostrada tangenziale fino a 18 corsie, con una larghezza complessiva di quasi 70 metri. Bologna potrà così vantare di avere un’infrastruttura stradale più larga della sua principale piazza, piazza Maggiore, dalla quale il Passante dista meno di quattro chilometri. Ci sono tante ragioni per essere contro questo progetto, che abbiamo descritto in articoli e documenti che puoi trovare nei nostri siti internet. Già oggi, questa infrastruttura causa, secondo gli stessi dati diffusi dall’amministrazione comunale, oltre il 40% del totale delle emissioni da traffico veicolare che si registrano in città, percentuale che secondo gli studi di progetto salirà al 50% dopo l’allargamento. In questi anni, comitati e cittadini hanno chiesto che venga effettuata un’indagine epidemiologica indipendente con il fine di verificare in che misura l’attuale infrastruttura è responsabile di malattie e morti premature connesse all’inquinamento, e quali sarebbero le conseguenze di un ulteriore ampliamento, ma le istituzioni si sono sempre opposte affermando che valutare l’impatto sulla nostra salute ‘fermerebbe i cantieri’. Oggi, migliaia di bolognesi sono costretti a utilizzare l’automobile per i propri spostamenti. Tuttavia, altre città d’Europa ci insegnano che la qualità della vita migliora laddove i cittadini siano messi nelle condizioni di spostarsi velocemente e in sicurezza con mezzi pubblici, bici, o a piedi. Investire due miliardi di euro in questa infrastruttura significa far crescere il traffico e il tempo che migliaia di persone perdono in automobile respirando smog e rischiando incidenti. Incentivare l’uso di automobili e mezzi pesanti, inoltre, è inconciliabile con la transizione climatica indispensabile per garantire un futuro vivibile alle prossime generazioni. Allargare il Passante di mezzo significa tradire il futuro di Bologna. Un’ingiustizia non diventa giusta dopo un voto. Per questo, vogliamo continuare a mobilitarci per fermare una scelta che devasta il nostro territorio, mette a repentaglio la nostra salute e compromette il futuro delle nostre figlie e dei nostri figli”.

(l’articolo prosegue sotto le foto)

Biclettata contro il Passante di mezzo

In questi giorni, la Rete delle lotte ambientali ha segnalato anche un’intervista rilasciata a Napoli Monitor da Vincenzo Balzani, professore emerito dell’Università di Bologna, chimico di fama internazionale e tra i fondatori del gruppo Energie per l’Italia. “Si dice che la soluzione che si è adottata favorisce la transizione ecologica. Non è vero”, afferma Balzani. Il chimico “ricorda nell’intervista- riporta la Rete- che pose il tema del Passante già nel 2017, quando gli fu chiesto di far parte della commissione di esperti del Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), ma che il sindaco in carica gli rispose che ‘gli accordi erano già presi’ allora, ovvero cinque anni fa. E sottolinea che la soluzione approvata recentemente dal consiglio comunale, che prevede delle possibili mitigazioni e compensazioni in gran parte ancora da progettare, sia contro la transizione ecologica e non fornisca garanzie per la salute dei bolognesi: ‘Nessuno – afferma il professore nell’intervista – è in grado di valutare l’efficienza di eventuali opere di mitigazione’. Ma il vero tema che il professore mette sul tavolo del dibattito cittadino, regionale e nazionale è quello della crisi climatica; citando i recenti report degli studiosi internazionali e le parole di allarme con cui l’attuale segretario delle Nazioni Unite Gutierrez ha affermato che ‘procediamo sulla buona strada verso la catastrofe, Balzani chiede: ‘A tutte queste cose ci crediamo o non ci crediamo?’ Condividiamo le parole del prof. Balzani, tra cui la necessità di ‘potenziare le ferrovie, che sono un mezzo di trasporto pubblico e funzionano con l’elettricità’ e, più in generale, il trasporto collettivo e la mobilità dolce”.

Bologna for Climate Justice ha invece intervistato il meteorologo, climatologo, divulgatore scientifico e accademico Luca Mercalli. “È difficile pensare che delle strade per ospitare nuove autovetture possano essere un simbolo di transizione ecologica o energetica”, afferma Mercalli. “È un po’ come tagliare una gamba sana a una persona e dirle ‘ma poi ti do una protesi titanio’ e dire che questa è stata un’operazione sostenibile; e il poveraccio dice ‘ma guarda che la gamba era sana, me la tenevo volentieri com’era, la compensazione non mi ridà ciò che ho perso’: Nel caso dell’uso del suolo, nulla ci può ridare il suolo cementificato, e sappiamo che in Italia siamo ormai in una situazione drammatica e, soprattutto in Pianura Padana, il consumo di suolo deve essere assolutamente arrestato”, continua. “Quella di allargare il Passante è, secondo Mercalli, un’operazione non coerente con la dichiarazione d’emergenza climatica del Comune di Bologna”, scrive Bologna for Climate Justice, sottolineando che “il climatologo ricorda che, ‘quando parliamo di crisi climatica e ambientale, oggi la parola d’ordine è quello che non bisogna fare’: tra queste, il climatologo afferma che non bisogna assolutamente ‘agevolare ulteriormente il traffico automobilistico’”.

Nel frattempo, anche questa volta si prolunga l’allerta smog scattata giovedì: le previsioni Arpae sulle concentrazioni di polveri sottili non si attenuano nei prossimi giorni e ora anche in Romagna l’aria volge al peggio, di conseguenza le misure emergenziai sono prorogate fino a domani per tutta l’Emilia e anche a Ravenna.




Fonte: Zic.it