Gennaio 18, 2023
Da Inferno Urbano
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Riceviamo e pubblichiamo:

LA VITA CHE DIFENDIAMO

Testo – grido di guerra – di Juan Aliste riguardo allo sciopero della fame di Alfredo Cospito contro il regime di isolamento.

Quando l’andare è senza ritorno, né esitazione, per un rivoluzionario sovversivo e anarchico, le scelte di lotta si basano sulla certezza della vita.

Vita che difendiamo integerrimi e coerenti, di fronte a qualunque situazione. Concepiamo la vita come riflesso dei nostri atti, la cogliamo nel selvaggio, in ciò che agita e combatte l’ordine schiavista, e non nel precario e miserabile formato capitalista in cui si può scegliere tra alternative di benessere e consumo.

Così, padroni dei nostri passi e del nostro respiro, padroni della vita che attraversa le ossa e la pelle in guerra.

La vita che difendiamo

La vita che difendiamo liberi, da qualunque luogo e con tutti i mezzi e le potenzialità. Tenendo per mano la decisione, raccogliamo il filo ininterrotto dell’azione diretta, come fratelli e sorelle, infrangendo le frontiere e l’impossibile. Oggi la complicità, la cospirazione multiforme e orizzontale, si sviluppa e si mette in campo costruendo resistenza e solidarietà internazionale.

Lontano da logiche organizzative stantie o da partiti autoritari, innalzo il mio grido di guerra. Dalla stessa trincea di Alfredo Cospito, che incominciò dando visibilità all’isolamento e al carattere eterno della sua condanna. Avverso uno Stato che può contare con tutta un’intelaiatura strutturale e con una dottrina di oppressione costante, nefasta e di classe. Oggi la mobilitazione del compagno anarchico italiano sfida la morte. A quasi 90 giorni di sciopero della fame e aggiungendone altri ancora, sostenendoli solo grazie alla convinzione e all’integrità di un cuore inamovibile e di una vita in guerra. Fare del proprio corpo un’arma del conflitto e della lotta è una dimostrazione di forza rivoluzionaria. Dalle sue basi anarchiche, Alfredo non è il tipo che passa e va. Alfredo sta lottando contro tutto il marciume dello Stato e dei suoi apparati.

Combatte con il suo corpo questa battaglia sovversiva. Scrivo con biasimo e come nemico dello Stato, dal dolore che ci rende più forti e ci mette alla prova. La parola reale emana dalla feroce certezza del fatto che l’unica libertà risiede nell’azione. Che queste prigioni che hanno inventato per rinchiuderci sono un fallimento e sempre lo saranno, fintanto che resteremo sul piede di guerra, contro di esse e contro tutta la merda che le sostiene.

Forza compagno / fratello, il mio rispetto di guerra.

Non ho nulla da dire al potere. Le mie energie sono per te, Alfredo, ogni boccata di ossigeno di queste parole appartiene a te e a ognunx dex compagnx che stanno lottando per la chiusura del 41 bis.

Un abbraccio complice, di lotta e resistenza irremovibile nella tenerezza.

La nostra vita in guerra non si interrompe né con la tortura, né con il carcere, né con la morte.

Morte alla società carceraria, a tutti gli stati e alle istituzioni che li sorreggono.

Solidarietà internazionalista con Alfredo Cospito.

Contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo.

Juan Aliste Vega
Prigioniero sovversivo
Carcere La Gonzalina
Gennaio 2023
Territorio occupato dello stato $cileno

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Fonte: Infernourbano.altervista.org