Settembre 24, 2022
Da Infoaut
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Difendiamo il nostro futuro: Torino, ieri mattina, ha letto questa frase sullo striscione che apriva il corteo del Global Strike, dove migliaia di giovani – ma non solo – hanno occupato le vie della città per protestare contro un sistema che sempre più ci è avverso. Da piazza Statuto a piazza Vittorio, passando per corso Regina, una folla di persone ha ribadito la volontà di fare sentire la propria voce.

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Molte le rivendicazioni portate in piazza, ma in particolare ad essere sentite sono state la crisi climatica e la recente morte di Giuliano, schiacciato da una trave durante l’alternanza scuola-lavoro. Questi due temi non sono scollegati, ma vanno di pari passo: sono tutte conseguenze di un sistema che punta unicamente allo sfruttamento, che sia dei nostri corpi con il lavoro non pagato a cui ci vuole indottrinare fin da giovanissim3 o dei nostri territori, ignorando gli effetti che l’insensato modello di crescita capitalista provoca all’ambiente.

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Tanta rabbia ha animato il corteo, rabbia che viene dal continuo rifiuto da parte del potere di ascoltare chi protesta e che come unica risposta ha la repressione – ancora oggi quattro student3 si trovano agli arresti domiciliari per le manifestazioni contro l’alternanza di inizio anno – rabbia per l’incoerenza dei partiti, che si dicono ”dispiaciuti” per la morte di Giuliano, senza poi fare nulla e anzi, dal PD (che introdusse il PCTO nelle scuole) a Fratelli d’Italia (il cui unico messaggio ai giovani è l’accusa di essere ”sfaticati”) sfruttano la morte di uno studente per la loro campagna elettorale. Così anche per la crisi climatica: è inammissibile che dopo tutto questo tempo ancora si ignori l’evidente crisi e anziché investire sulla transizione ecologica si accampino scuse ridicole per riaprire le centrali a carbone.

Il corteo è poi proseguito sotto alla Mole, simbolo di Torino, alle cui balconate sono state appese cinque gigantografie raffiguranti Giuseppe, Lorenzo e Giuliano, insieme ad una foto di Ancona dopo la recente alluvione e del Po, in condizioni critiche a causa della siccità. Peraltro, la celere ha provato ad ostacolare l’arrivo del corteo sotto la Mole, mostrando ancora una volta come le voci dissidenti vengono silenziate a prescindere, senza però riuscire ad impedire l’affissione delle immagini. Ieri è stato ribadito che non vogliamo sottoporci alle condizioni di questo sistema. Vogliamo vivere e vogliamo vivere bene!

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Fonte: Infoaut.org