Dicembre 7, 2021
Da Il Manifesto
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La conoscete quella splendida canzone di Peppino di Capri dal titolo L’ultimo romantico, che si chiedeva del perché se nel pianeta terra già cambiavano tante cose, anche lui doveva cambiare? Ecco, Coez potrebbe essere per definizione l’ultimo vero romantico. Cambia il mondo intorno ma a lui non va, cambia l’amore, la percezione, la rabbia, l’addio e la paura di stare da solo e a lui tutto questo non va. Ecco poi che la soluzione sarebbe sorvolare, anzi Volare, titolo del nuovo album dell’artista di origine campana ma capitolino d’adozione, che riprende Modugno, di quel blu dipinto di blu tanto italiano, che sembrerebbe strano appiccicato addosso ad uno come lui (hip hop/indie).

E INVECE NO, perché riprende il primo vero rivoluzionario della musica italiana o anche forse la scelta del titolo è quella ricerca legata alla sensazione, alla salvazione (dell’anima) e al piacere che si può avere dallo staccarsi da terra e guardare tutti da lontano, allontanarsi anche dal dolore in questo caso, il distacco. E tutte queste canzoni dovrebbero servire come un aereo a sollevarci da terra e volare. L’ultimo romantico dicevamo, ma non nel senso, «sole, cuore, amore», proprio nel senso originario del termine. Così il primo singolo scelto come apripista a far decollare l’aereo, è Come nelle canzoni, una delle ballate (permetteteci il termine) più belle e romantiche scritte negli ultimi tempi. Perché il genere può piacere o meno, può deludere i fan puristi del primo Coez, ma c’è una cosa che nel panorama italiano ormai è andata a perdersi, cioè la scrittura e invece Coez scrive benissimo. Le sue rime sono sempre impeccabili, però in questo caso bisogna saperle scegliere bene, bisogna farle respirare e lui ci riesce perfettamente. Bisogna saperle usare come i flap degli aerei, che si muovono a comando, sono le parti mobili , che ti permettono di aumentare la portanza al decollo e all’atterraggio.

CI RIESCE da sempre, ancora di più in questo album. Pensate al verso «c’è qualcosa in me stasera che non va, è come se si fosse rotta la città». E anche la fine di un amore, quando ci si rinfaccia sempre le cose più terribili: «tutte le cose peggiori e migliori le ho fatte con te ma solo il meglio non vale». Si continua a volare con Fra le nuvole – dove la base musicale è Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano, cercando di non precipitare. Ci si mantiene sempre a quote decisamente alte, con brani come Ol’Dirty feat Noyz Narcos , Wu tang, per riassestare il volo con una solida collaborazione soul con Neffa in Cerchi con il fumo.
E poi Flow easy, Sesso&droga (feat Guè e Gemitaz), Casse rotte (feat Brokensperars) accompagnano questo viaggio che sembra non finire mai. Ma la fine materiale invece arriva, si atterra sulle note di Bomba a mano – «non è che camminavo mi allontanavo e basta …ma in fondo non è la fine» . Volare è un album che serve ad allontanarsi, anche da se stessi, per ritrovarsi fra le nuvole.




Fonte: Ilmanifesto.it